Lavoro: gli stipendi non aumentano e gender gap sempre maggiore

Appuntamento fisso ormai ogni anno: arriva il report dell’Organizzazione Mondiale per il Lavoro che si concentra sull’analisi degli stipendi in tutto il mondo

Quest’anno il report segnala due pessime notizie. La prima riguarda il valore reale degli stipendi percepiti, ovvero l’effettivo potere di acquisto, che è cresciuto in un anno del solo 1,8%, segnando il livello più basso dal 2008.

Dato per nulla incoraggiante visto che proprio il 2008 è stato l’anno della grande crisi economica dalla quale dobbiamo ancora riuscire a riprenderci del tutto. Secondo dato allarmante riguarda il gap di genere: le donne percepiscono, a parità di lavoro, salari inferiori rispetto agli uomini, esattamente il 20 % in meno. Quantificando, questo dato indica che, per esempio, lo stesso lavoro viene retribuito ad un uomo € 1.500, mentre ad una donna € 1.200. Tale differenza di 300 euro è piuttosto rilevante, soprattutto a fine mese quando ci sono affitti, bollette, asili da pagare.

La situazione nei Paesi industrializzati

In Italia il problema fondamentale non è tanto il fatto che gli stipendi crescono poco, quanto piuttosto che non crescono affatto. Ma il nostro Paese non è il solo a trovarsi in una situazione di questo tipo: la crescita dei salari è bloccata anche in Spagna. Addirittura, negli Stati Uniti d’America con l’amministrazione Trump c’è stato un ribasso netto nella crescita salariale: si è passati, infatti, dal 2,2% al 0,7%.

La situazione nei Paesi emergenti

Le buone notizie, almeno per il momento, arrivano solamente dai Paesi emergenti, nei quali si è registrato un aumento dei salari medi. Secondo quanto riportato, infatti, nel report dell’Organizzazione Mondiale per il Lavoro, in Stati come l’India ed il Brasile gli stipendi sono cresciuti mediamente tra il 4,3 ed il 4,9%. Per cui, sembra proprio che la situazione lavorativa stia migliorando nettamente nei Paesi emergenti mentre peggiora in quelli industrializzati, soprattutto per le donne.

La differenza salariale rispetto al genere sessuale

Le differenze salariali rispetto ai generi sessuali nei Paesi industrializzati è ormai a livelli davvero allarmanti. L’Organizzazione Mondiale per il Lavoro, infatti, ha sottolineato non solo che le donne guadagnano il 20% meno degli uomini, ma anche che la differenza per la paga oraria delle prime è nettamente inferiore rispetto ai secondi. Dunque, il gap, invece di diminuire, aumenta sempre di più. Precisamente in media parliamo del 35% in meno di salario percepito, per esempio: in Sudafrica si registra il 64% in meno, in Svezia il 19%, in Italia il 28%.

Quale sarebbe la causa del gender gap?

Molti se lo sono chiesti, in particolare gli studiosi dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro. Di certo, il gender gap non può essere ricondotto ad una differenza relativa al titolo di studio, quanto piuttosto al tipo di professione svolta. Pare, infatti, che le donne tendano a dedicarsi a lavori meno retribuiti rispetto a quelli selezionati dagli uomini.

Da non dimenticare l’influenza della maternità sugli stipendi percepiti. Certo, questa discriminante non è valida ovunque. Ad esempio, in Canada la differenzia salariale tra una mamma ed una non mamma è dell’1%, ma in Turchia, invece, è del 30%. Anche in questo caso, quindi, la discriminante varia di luogo in luogo.

Kristina Barresi