Vicende Treofan-Jindal e La Città: crisi lavoro nel Salernitano

Le vicende Treofan-Jindal e La Città stanno ingiustamente colpendo alcuni lavoratori e giornalisti del Salernitano

La vicenda Treofan-Jindal, gruppo specializzato nella produzione di film in polipropilene, ha avuto inizio lo scorso mese di dicembre. Ceduta alcuni mesi addietro dalla Treofan Holdings, controllata al 98% dalla finanziaria M&C, ad un nuovo proprietario straniero, l’indiana Jindal, l’azienda ha deciso improvvisamente di chiudere il suo stabilimento di Battipaglia. Un’azione, questa, assolutamente inaspettata, visto il suo ottimo trend andamento sul mercato; inoltre, a destare ulteriore rabbia nei circa 100 lavoratori del Salernitano aveva contribuito la decisione da parte dei vertici di dirottare le commesse verso altre sedi, tra cui quella di Brindisi. Gli operai di Battipaglia, dopo aver messo in atto diverse proteste, avevano poi trovato il sostegno di Andrea Prete, Presidente di Confindustria Salerno, il quale aveva scritto una lettera all’ambasciatrice dell’India in Italia affinché potesse comprendere i motivi che hanno indotto i proprietari di Treofan-Jindal a prendere tale clamorosa decisione.

Vicenda Treofan-Jindal: le trattative al Mise

A tutte queste azioni ha fatto seguito, lunedì scorso 4 febbraio, lo svolgimento di un incontro al Mise con il Vice Capo Gabinetto, Giorgio Sorial, ed i principali protagonisti della vicenda Treofan-Jindal: da un lato, gli amministratori delle varie filiali in Italia; dall’altra, i rappresentanti sindacali. Un invito a partecipare alla riunione era stato rivolto anche ai precedenti proprietari della M&C ma questi ultimi hanno scelto di non presentarsi, alimentando così i dubbi sui criteri e sulle modalità di vendita dell’azienda da essi adoperati. Secondo alcuni rappresentanti sindacali, infatti, il prezzo di acquisto, concordato intorno ai 500 mila euro, non avrebbe rispecchiato il reale valore di un gruppo imprenditoriale divenuto, negli ultimi anni, tra i leader mondiali nel suo settore di riferimento.

Nonostante non avesse ricevuto alcun esplicito invito, il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese, ha tentato invano di partecipare alla riunione; ciononostante, ha poi deciso di aspettare fuori dai portoni del Mise l’esito delle trattative insieme ai dipendenti dello stabilimento di Battipaglia, giunti anch’essi in massa a Roma. Attraverso questo incontro di lunedì scorso, si può dire che un primo e seppur timido passo in avanti nella vicenda Treofan-Jindal è stato compiuto: i vertici indiani hanno provvisoriamente congelato la procedura di licenziamento dei circa 100 dipendenti di Battipaglia. Il Vice Capo Gabinetto Sorial, inoltrando alla proprietà la richiesta di un nuovo piano industriale, ha poi dato appuntamento alle parti per il prossimo 18 febbraio per una conclusione, si spera, positiva e definitiva della questione.

La vicenda del quotidiano La Città

Un’altra grave crisi occupazionale, sempre nel Salernitano, sta coinvolgendo i giornalisti del quotidiano La Città. Il gruppo editoriale che ne detiene la proprietà aveva comunicato, circa una settimana fa, di voler procedere ad alcuni tagli nella redazione. Nonostante la solidarietà ricevuta dal Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, dall’Arcivescovo, Luigi Moretti, e dal Presidente dell’ODG Campania, Ottavio Lucarelli, la situazione non è purtroppo affatto migliorata. Il SUGC (Sindacato Unitario Giornalisti Campania) ha diramato nella giornata di ieri, venerdì 8 febbraio, un comunicato nel quale è stato reso noto il licenziamento di quattro giornalisti del quotidiano La Città, tra i quali figura anche il caporedattore, Maurizio D’Elia. Secondo il SUGC, si tratta di un gesto “di una gravità inaudita perché viene meno agli impegni assunti anche alla presenza delle istituzioni e apre la strada ad un inevitabile ridimensionamento del giornale, con inevitabili riflessi negativi sulla qualità dell’informazione e sulla tenuta dell’occupazione”.

In merito alle vicende Treofan-Jindal e La Città, PSB esprime tutta la sua solidarietà nei confronti dei lavoratori e dei giornalisti coinvolti, confidando in una positiva risoluzione delle rispettive crisi occupazionali.