Università: le lauree maggiormente richieste sul mercato del lavoro

Negli ultimi anni le aziende tendono a premiare gli studenti delle lauree scientifiche e la loro partecipazione al programma Erasmus

Gli esami di maturità stanno terminando ed ora per gli studenti tocca scegliere, per chi non l’ha ancora fatto, l’Università e il corso di studi più adatto alle proprie esigenze.

Nonostante l’aumento degli immatricolati, siamo penultimi in Europa per numero di laureati. Questa situazione è spesso frutto di cattive scelte iniziali e di un non orientamento al corso di laurea scelto.

Per capire quale possa essere la scelta migliore per lo studente, oltre a tenere in considerazione primaria le attitudini, le motivazioni e il piacere di studiare determinate materie, dobbiamo pensare ai possibili sbocchi occupazionali.

Università: meglio le lauree scientifiche?

Tenendo sempre presente che è estremamente difficile fare delle previsioni sul mercato del lavoro, possiamo valutare alcune tendenze attuali sulle lauree maggiormente richieste. Di solito è meglio evitare di dire è meglio quella laurea rispetto ad un’altra, anche perché ogni persona ha caratteristiche, conoscenze, capacità e preferenze differenti.

Le tendenze negli ultimi anni sembrano favorire le laurea scientifiche rispetto al gruppo umanistico-giuridico, anche se la laurea in Giurisprudenza, oltre alle professioni forensi, apre la porta alla partecipazione a numerosi concorsi pubblici e negli ultimi anni le aziende stanno cercando giuristi d’impresa.

Dati alla mano chi si è laureato in Ingegneria, Medicina ed Economia, entro 5 anni ha trovato un lavoro. In ritardo, invece, i laureati in Lettere e Psicologia.

Il ritardo nel trovare un’occupazione, ha portato nel corso degli anni a chiedersi se laurearsi conviene. La risposta è affermativa, chi ha una laurea trova più facilmente lavoro e guadagna di più rispetto a un diplomato. A proposito di guadagni, gli ingegneri hanno in media uno stipendio di 1760 euro al mese rispetto ai 1200 degli insegnanti e degli psicologi.

Università: rapporto AlmaLaurea sull’occupazione

La XXI Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale ha coinvolto oltre 630 mila laureati di 75 Atenei italiani: 273 mila di primo e secondo livello del 2017, contattati a un anno dal termine degli studi, 110 mila di secondo livello del 2015, contattati a tre anni dal conseguimento del titolo, e 110 mila del 2013, contattati a cinque anni dalla laurea.

Nel 2018 il tasso di occupazione, che include anche quanti risultano impegnati in attività di formazione retribuita, è pari, ad un anno dal conseguimento del titolo, al 72,1% tra i laureati di primo livello e al 69,4% tra i laureati di secondo livello del 2017; tra i laureati magistrali biennali il tasso di occupazione sale al 73,7% mentre per i magistrali a ciclo unico si attesta al 59,8%.

Tali segnali non sono però ancora in grado di colmare la significativa contrazione del tasso di occupazione osservabile tra il 2008 e il 2014 (-17,1 punti percentuali per i primi e -15,1 punti per i secondi.)

Le lauree di secondo livello mostrano maggiori opportunità occupazionali ad un anno dal titolo: rispetto ai laureati di primo livello, i magistrali biennali risultano avere il 34,7% di probabilità in più di essere occupati, mentre i magistrali a ciclo unico il 14,7% in più.

Erasmus e Stage

Durante il corso di studi universitari si può arricchire il proprio curriculum con Stage/Tirocini e la partecipazione all’Erasmus.

Le aziende tendono a premiare i ragazzi che hanno fatto queste scelte, in particolare l’esperienza all’estero è vista positivamente in ottica di maturità caratteriale e conoscenza delle lingue straniere.

Francesco De Fazio