Bloccare la Tratta Torino Lione sembra un obiettivo, eppure si alza la voce sui timori di perdere posti di lavoro e  penalizzare l’economia del Nord

Nato negli anni ’90, il movimento NO-TAV è espressione dei timori per l’impatto negativo che la linea ferroviaria ad alta velocità che unirebbe Lione con Torino, passando sotto le Alpi, avrebbe sull’ambiente del territorio, in particolare nella Val di Susa. Il blocco dell’opera causerebbe però licenziamenti e penali

 

Corridoio-5: no stop da Lisbona a Kiev

L’opera è parte di un corridoio ferroviario ad alta velocità che dovrebbe attraversare l’Europa, consentendo il trasporto su rotaia di merci, riducendo quindi l’utilizzo di autocarri e aerei, maggiormente inquinanti. L’intera opera è denominata Corridoio-5 e nel progetto originario doveva collegare Lisbona, in Portogallo, con Kiev, in Ucraina. Le ragioni dei movimenti che chiedono lo stop dei lavori sono legati al timore di inquinamento delle falde freatiche, al rischio di liberare nell’ambiente vallivo amianto e gas radioattivi sepolti sotto le Alpi, ma, soprattutto, ai costi ritenuti troppo alti rispetto ai benefici attesi. Chi è contro la TAV indica che il traffico ferroviario tra Francia ed Italia sia adeguatamente servito dalle linee esistenti, già attualmente sottoutilizzate. In poche parole, i contestatori ritengono che all’origine del progetto non vi sia l’interesse della collettività europea, ma piuttosto i guadagni che i singoli possono trarre dagli appalti.

Bloccare i lavori, troppo costoso?

Fermare le scavatrici oggi comporterebbe perdere il denaro speso in progettazione, opere collaterali, realizzazione degli scavi già effettuati. In aggiunta, poi, vanno considerate le penali da pagare alle imprese aggiudicatarie degli appalti e, soprattutto, la perdita di migliaia di posti di lavoro. In un momento storico in cui l’Italia sta perdendo occupati, piuttosto che aumentarli, il blocco di un’opera così vasta avrebbe ovviamente un contraccolpo durissimo.

Manifestazioni Si-TAV

Sebbene fino ad ora si sia alzata esclusivamente la voce del popolo dei NO-Tav, ora che il governo sembra intenzionato a bloccare l’opera, cominciano a fiorire numerose manifestazioni a favore della prosecuzione dei lavori, principalmente a Torino. L’obiettivo dei dimostranti è quello di sostenere l’utilità della realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità, ritenendola strategica per lo sviluppo delle regioni del Nord Italia. Gli organizzatori dei cortei affermano con forza che il tessuto stesso dell’economia del Piemonte e della Lombardia verrebbero avvantaggiati da collegamenti rapidi ed affidabili con il resto dell’Europa Continentale, aggiungendo questa importante infrastruttura alle reti ci comunicazione pre esistenti.

Vantaggi per l’economia

I posti di lavoro guadagnati, quindi, non sarebbero esclusivamente quelli legati alla realizzazione fisica dell’opera, ma anche quelli degli operai e dei lavoratori impiegati nelle imprese che prospererebbero grazie alla maggiore facilità di comunicazione. In economia, è forse utile ricordarlo, maggiore semplicità della movimentazione delle merci porta ad una significativa diminuzione dei prezzi e, quindi, mercati più grandi. Bloccare la TAV Torino Lione significherebbe quindi, non solo perdere i posti di lavoro legati alla realizzazione dell’opera stessa, ma, soprattutto, tutti quelli che la spinta propulsiva all’intera economia delle regioni del Nord sarebbe capace di generare negli anni a venire.

Il dubbio sollevato da alcune frange vicine al governo è però quello che le ingenti somme necessarie per completare l’opera potrebbero essere utilizzate meglio realizzando infrastrutture al Sud Italia e a servizio delle zone interne dello stesso Nord Italia.

Federica Amodio