Reddito di Cittadinanza: quanti saranno avviati al lavoro?

Saranno 120.226 i beneficiari del Reddito di Cittadinanza da avviare al percorso personalizzato di inserimento occupazionale

Il Reddito di Cittadinanza è il provvedimento di aiuto per le famiglie, attuato dal governo, per superare le difficoltà economiche che esse attraversano, con l’aumento dell’occupazione e con la riduzione della povertà.

A questo scopo, grazie anche all’aiuto dei Navigator, i beneficiari del reddito saranno formati e aiutati a trovare un posto di lavoro.

Ma, tra i richiedenti, quanti di loro saranno avviati ad un impiego?

Reddito di Cittadinanza: 1 beneficiario su 4 avrà l’offerta di lavoro

La platea di coloro che saranno avviati all’occupazione, per quanto riguarda le domande del mese di marzo, sarà del 24% sul totale. Quindi uno su quattro sarà chiamato dai Centri dell’Impiego per sottoscrivere il Patto per il lavoro, per complessive 120mila persone.

Il restante 76% è destinato misure di inclusione sociale e pensione di cittadinanza.

I beneficiari saranno contattati dal 24 giugno, un po’ in ritardo rispetto ai tempi previsti, per consentire ai Centri dell’Impiego di dotarsi di infrastrutture tecnologiche in modo da mettere in contatto i dati Inps con quelli dell’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro) e delle regioni.

Le persone contattate, entro fine luglio, dovranno recarsi fisicamente negli uffici preposti per prendere parte attivamente al programma di inserimento lavorativo. Questa data dovrebbe coincidere anche con l’inizio dell’operatività dei Navigator.

Reddito di Cittadinanza: le condizioni per ricevere il beneficio

Per ricevere il Reddito di Cittadinanza è necessario rispettare alcune condizioni che riguardano l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo, la riqualificazione professionale e tutti gli altri impegni finalizzati all’inserimento occupazionale.

Al rispetto di queste condizioni sono tenuti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi.

Patto per il lavoro

Ma che cos’è questo Patto per il lavoro? Che cosa comporta?

Una volta avvenuta la convocazione, da parte dei Centri per l’impiego, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue.

La congruità dell’offerta viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015):

  • coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  • distanza del luogo di occupazione dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  • durata dello stato di disoccupazione.

Un punto importante che ha fatto molto discutere è la distanza tra la residenza e l’eventuale luogo di lavoro.

Nei primi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in un massimo di cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta.

La distanza sarà, invece, di 250 chilometri se si tratta di seconda offerta.

Se si rifiutano le prime destinazioni, il beneficiario, per continuare a ricevere il reddito, dovrà recarsi in una qualsiasi parte del territorio italiano.

Francesco De Fazio