Reddito di Cittadinanza: erogati i primi importi

Il Reddito di Cittadinanza, la misura di sostegno per le fasce più deboli della popolazione italiana, è stato ufficialmente introdotto la scorsa settimana con la distribuzione delle prime card

Tuttavia, con la conseguente erogazione dei primi importi, stanno già emergendo talune criticità

Assegni troppo alti rispetto ai “redditi mediani”

Una prima negatività circa la concessione del Reddito ai cittadini italiani è stata rilevata dall’OCSE (Organismo per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Secondo i tecnici dell’ente di Parigi, una buona parte degli importi erogati dal governo italiano sarebbe “troppo elevata” in rapporto all’ammontare dei “redditi mediani” percepiti dai lavoratori del Belpaese. Se dunque il valore dei vari assegni, da un lato, può consentire ai beneficiari di godere di una maggiore liquidità di denaro, dall’altra può costituire un rischio nel processo di indirizzo degli stessi verso l’occupazione o la rioccupazione lavorativa. In termini più semplici, acquisendo mensilmente il Reddito, certi beneficiari potrebbero sentirsi dissuasi dal proposito di partecipare ai corsi di formazione organizzati dai Centri dell’impiego e soprattutto di accettare le proposte di lavoro provenienti dalle aziende.

Sfavorite le famiglie rispetto ai single

Inoltre, secondo quanto riferito alla stampa dall’economista dell’OCSE, Andrea Garnero, il Reddito andrebbe a favorire maggiormente i beneficiari “single” anziché i nuclei familiari, generalmente più colpiti da problemi di natura economica e lavorativa. Altro aspetto spinoso, secondo Garnero, sarebbe poi rappresentato dall’interruzione completa della sua erogazione nel momento in cui il beneficiario trova un impiego.

Secondo l’economista dell’OCSE, infatti, sarebbe stato necessario mantenere almeno una minima parte dell’importo anche dopo l’assunzione in azienda del neo lavoratore, garantendo così un prezioso contributo nell’affrontare le spese di trasporto e di vitto (se il lavoro non è proprio dietro l’angolo) o il pagamento di una badante per i propri genitori anziani o di una baby sitter se si hanno bambini piccoli da accudire.

Luigi Di Maio
Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, con la prima card del Reddito di Cittadinanza (fonte Lettera43)

Infine, nel suo giudizio su questo primo periodo di vita del Reddito di Cittadinanza, Garnero ha posto l’accento sul valore della formazione: senza di essa, infatti, l’Italia rischierà, a livello di competitività sul mercato del lavoro, di perdere ancora più posizioni di quelle che ha perso negli ultimi 20 anni: “L’Italia è’ l’unico Paese Ocse con una crescita negativa del reddito dal 2000 in poi – sentenzia Garnero – Su questo siamo comparabili a Paesi che hanno avuto la guerra senza avere avuto la guerra. E se l’economia ristagna, è difficile creare lavoro»

Mancato controllo sulle spese

Se da una parte, dunque, il Reddito di Cittadinanza ha il merito di aver introdotto, forse per la prima volta, un reale aiuto per chi è in difficoltà, dall’altra tale misura, per come è stata impostata, potrebbe essere soggetta ad alcune revisioni in corso d’opera a partire da un futuro più o meno immediato. Alle “note” evidenziate dall’OCSE, infatti, si aggiunge un’ulteriore criticità rilevata dall’INPS e riguardante il mancato controllo delle spese effettuate con le card distribuite già dalla scorsa settimana presso gli uffici postali.

E’ pur vero che alcuni cittadini hanno già iniziato a lamentarsi sulla non corrispondenza tra la somma versata e quella da essi calcolata in base alla propria situazione familiare. Si è parlato, infatti, di oltre 60 000 cosiddetti importi minimi, del valore compreso tra i 40 e i 100 euro. Tuttavia, questi valori, per quanto bassi, messi assieme, andranno a costituire una consistente cifra che, per questioni legate alla privacy, non potrà essere monitorata nella direzione in cui andrà spesa. Dunque, sarebbe alto, secondo l’INPS, il rischio di assistere all’incremento degli acquisti “immorali”, denunciati dagli stessi fautori del Reddito di Cittadinanza, come ad esempio il gioco d’azzardo.

In Campania record di richieste

Allo stato attuale la Campania primeggia nella classifica nazionale delle richieste, con oltre 946 000 domande inoltrate soprattutto attraverso i CAF; quasi 800 000 in più rispetto alla regione seconda in questa graduatoria, che è la Sicilia.