Recessione: un rischio per molti imprenditori italiani

La recessione potrebbe tornare a manifestarsi in Italia a causa di diversi fattori emersi da un’indagine condotta dal gruppo Aon

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni grazie all’introduzione della tecnologia, molti industriali del Belpaese avvertono concretamente il rischio di una nuova crisi economica

Chi è e cosa offre Aon

Aon è un gruppo aziendale, di caratura internazionale e con sede a Londra, che offre consulenza alle aziende nel contrastare i rischi derivanti dal mercato. Nel settore assicurativo, il marchio è uno dei primi ad essere scelto in Italia da soggetti sia pubblici che privati. Le sue competenze, tuttavia, si estendono anche ad ulteriori comparti: dall’automotive al petrolchimico; dalla sanità alla grande distribuzione ed ai trasporti.

Il rischio di una nuova recessione a breve termine è il risultato di un’indagine compiuta dal gruppo Aon nello scorso autunno su un campione di industriali operativi in Italia. Secondo quanto pubblicato nel Global Risk Management Survey 2019, i continui cambiamenti del mercato potrebbero mettere a repentaglio la solidità di numerose aziende o comunque indurle a ridurre notevolmente la mole degli investimenti.

Come ha giustamente evidenziato l’amministratore delegato di Aon, Rory Moloney, una delle tecniche per contrastare un’eventuale recessione, in campo industriale, era quella di “guardare il passato”, evidenziando gli errori commessi per far sì che non si ripetessero nel futuro. Tuttavia, a causa di un mercato mondiale caratterizzato da una crescente “competitività” tra i vari soggetti operanti, le aziende sono ben consapevoli di essere impreparate nella cosiddetta “gestione del rischio”.

La top ten dei rischi

Nel suo report sul pericolo “recessione”, Aon ha stilato una graduatoria dei principali “timori” che gli intervistati hanno palesato. Al primo posto, emerge la paura di un rallentamento dei cicli produttivi o comunque di una crescita troppo lenta in rapporto alle proprie aspettative. In secondo luogo, ciò che preoccupa molto gli imprenditori intervistati è il pericolo di danni d’immagine derivanti da errori nei processi manifatturieri o comunque nella commercializzazione dei propri prodotti. Un rischio, questo, assolutamente comprensibile e giustificabile se si pensa alla grandissima velocità con cui si possono scrivere e divulgare recensioni attraverso il potente mezzo dei social network. In terzo luogo, un grande timore è rappresentato dai rapidi cambiamenti di mercato, dovuti sia alla rapida evoluzione della tecnologia che all’introduzione di nuovi aspetti normativi, causati perlopiù da guerre tra Stati o comunque da tensioni di natura geopolitica.

Nella top ten di questa “graduatoria dei rischi” stilata da Aon, emergono, poi, tra i principali, la crescita della concorrenza, gli attacchi dei cosiddetti pirati “informatici”, l’aumento del costo delle materie prime; la diminuzione della liquidità disponibile; l’incapacità di soddisfare del tutto la propria clientela (e dunque l’incapacità di rinnovare il proprio carnet di prodotti) ed infine l’introduzione di modifiche nei quadri normativi e legislativi del Paese.

Ulteriori preoccupazioni su forza lavoro e disastri naturali

Al di là di questo primo gruppo di 10, vi sono anche altri elementi, secondo gli imprenditori intervistati, che potrebbero portare ad una nuova recessione: tra questi, l’invecchiamento della forza lavoro e dunque la lentezza nel cosiddetto turn over nonchè la maggiore frequenza con cui negli ultimi anni si stanno manifestando calamità naturali, quali terremoti, maremoti ed alluvioni.