Puglia: nel 2018 meno disoccupazione secondo l’Eurostat

La Puglia è la regione italiana in cui il tasso di disoccupazione è sceso maggiormente nel corso del 2018. Lo afferma un report dell’Eurostat

In Puglia, secondo quanto si legge nel documento, la disoccupazione sarebbe calata del 2,8%, attestandosi per l’anno 2018 al 16,1%.

Cos’è l’Eurostat

A compilare il rapporto sulla disoccupazione in Italia è l’Eurostat, un istituto specializzato da decenni nella realizzazione di indagini statistiche su dati di carattere macroeconomico. I suoi primi studi avvennero nel 1958, con la pubblicazione di un report sull’agricoltura nei Paesi aderenti alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).

Negli ultimi anni, l’ente si è distinto per alcune ricerche effettuate sulla moneta unica, l’euro, ed in particolare sulla crisi finanziaria riguardante la Grecia. L’Eurostat coopera con le Nazioni Unite ed altri organismi internazionali per favorire una crescita omogenea di tutti i Paesi del mondo, con particolare attenzione per gli Stati in via di sviluppo. Le informazioni contenute nei suoi report sono consultabili sul proprio sito internet in maniera libera e gratuita.

Un utilizzo ottimale dei fondi europei

La Puglia, dunque, è la regione italiana che nel 2018 è riuscita, più di tutte le altre, a far abbassare il proprio tasso di disoccupazione. Secondo Pasquale Orlando, Presidente dell’Autorità di gestione dei fondi europei, tale avvenimento andrebbe ricollegato soprattutto all’ottima utilizzazione dei fondi dell’UE da parte dell’imprenditoria locale: “Con l’attuale quadro di programmazione europea, siamo quasi a 4 miliardi di investimenti totali supportati con oltre un miliardo di contributi pubblici – afferma in un’intervista al Sole 24 Ore Orlando – E siccome la condizione posta è quella di mantenere l’occupazione o incrementarla, pena la revoca del sostegno, siamo in grado di tracciare anche un quadro molto attendibile sull’occupazione”.

Dall’indagine Eurostat emerge dunque un andamento abbastanza positivo: da giugno 2015 ad aprile 2018 si sarebbe determinato un aumento di circa 20 000 nuovi occupati grazie all’ottimale impiego dei fondi previsti dal quadro di programmazione 2014-2020. In tutto oggi, la popolazione lavorativa in Puglia si aggira intorno alle 98 000 unità, anche se per l’80% si parla di occupati già attivi da prima del 2015.

L’obiettivo a breve scadenza, comunque, è di raggiungere quota 100 000 sfruttando la tendenza emersa negli ultimi anni: “«La nuova programmazione europea sta partendo in queste settimane – ha detto Orlando -. Sia il quadro finanziario che i regolamenti verranno messi a punto dopo l’elezione del nuovo Parlamento europeo e in Italia comincerà il processo di partenariato per definire le linee guida per i nuovi programmi operativi. L’esperienza è positiva, la Regione la riproporrà anche nella nuova programmazione sia pure con gli accorgimenti e correttivi che derivano dall’esperienza fatta»

L’analisi di Puglia Sviluppo

Il “segreto” del successo risiederebbe dunque negli investimenti pubblici che le aziende locali hanno saputo sfruttare mediante i contratti di programma, misure delle quali in realtà hanno beneficiato anche le grandi multinazionali operative sul territorio pugliese: “Rispetto alla precedente programmazione, aperta a gennaio 2009 e chiusa a giugno 2014, il balzo in avanti è evidente – spiega Antonio De Vito, Direttore di Puglia Sviluppo, società in house regionale specializzata nel sostegno e nella consulenza alle imprese locali – Allora, in cinque anni, sostenemmo investimenti per circa 2 miliardi con agevolazioni per 800 milioni. Adesso siamo ancora a quattro anni e abbiamo raddoppiato i volumi”.

Altre misure determinanti per la riduzione della disoccupazione in Puglia devono essere viste, infine, secondo De Vito, nell’abbattimento dei tassi d’interesse sui mutui bancari e negli incentivi attribuiti a quanti introducono le nuove tecnologie nei processi produttivi