Primato dell’Italia nello squilibrio economico ed occupazionale

Nel recente rapporto “Regioni e Città in uno sguardo”, a cura dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), si evince il persistere di uno squilibrio economico ed occupazionale tra le regioni del Nord e del Sud del Belpaese

Dati piuttosto preoccupanti si evincono dal recente rapporto dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) intitolato “Regioni e Città in uno sguardo”. Secondo le statistiche riportate in esso, l’Italia, purtroppo, “eccelle” rispetto agli altri Stati europei esaminati (Germania, Francia, Regno Unito, Olanda) a livello di diseguaglianze economiche ed occupazionali tra il Nord ed il Sud della penisola.

Maggiore ricchezza nel Nord Italia

Il rapporto 2018 dell’Ocse, ente sovranazionale con compiti di consulenza in materia di economia e lavoro verso tutti i paesi aderenti, ha considerato in primis lo stato della reale ricchezza distribuita su tutto il territorio italiano. Facendo un confronto tra le Regioni, il tasso di Pil pro capite più alto è stato riscontrato nella Provincia Autonoma di Bolzano, con un valore di poco più di 50 000 dollari, quasi due volte e mezzo maggiore rispetto a quello della Calabria.

A livello di città, invece, primeggia Milano, con una cifra pari a circa 62 000 dollari, anche se il capoluogo meneghino, insieme a Roma, ha visto crescere notevolmente dal 2000 il proprio tasso di inquinamento urbano (le città della Basilicata, a questo proposito, registrano invece un record positivo all’inverso). In termini invece di reddito disponibile, l’area metropolitana più prospera del Belpaese è quella di Bologna, con una media superiore ai 30 000 dollari.

Lavoro, “nota dolente” per le regioni del Sud

Come già constatato da decenni, il divario tra le regioni del Nord e del Sud persiste sotto diversi punti di vista, tra cui quello del “lavoro”. La Calabria purtroppo presenta il tasso di disoccupazione giovanile più alto, stimato intorno al 55 %; a breve distanza, in questa classifica, seguono la Sicilia, la Puglia e la Campania, con medie gravitanti attorno al 50%. Il livello più basso di tale parametro è stato riscontrato, invece, ancora nella Provincia Autonoma di Bolzano: 10%, inferiore anche alla media nazionale, ferma al 31% nello scorso mese di agosto.

Di conseguenza, al Sud si hanno le cifre più basse relative al tasso di occupazione, con medie che oscillano intorno al 40%, mentre al Nord si raggiungono anche soglie del 70%. Un simile discorso riguarda, altresì, il tasso di produttività, con ancora la Provincia Autonoma di Bolzano a primeggiare su tutti ed il Molise fanalino di coda di tale graduatoria.

Ultima nota dolente a trasparire dal rapporto Ocse è il primato italiano nel divario occupazionale tra popolazione maschile e popolazione femminile: a livello regionale, è la Sardegna a registrare il dato più elevato, pari al 27%. Alla Campania, invece, va la cosiddetta “maglia nera” per il livello di disoccupazione femminile, equivalente al 10,3%.

La Redazione