Perché il 25 novembre è un giorno da ricordare per le donne

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito, tramite la risoluzione 54\134 del 17 dicembre 1999, di rendere il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Non tutti sanno però perché l’Onu abbia scelto proprio il 25 novembre per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale nei confronti di una tematica così delicata. Proprio il 25 novembre del 1960 venivano brutalmente assassinate tre delle quattro sorelle dominicane Mirabal, strenue oppositrici del  regime di Rafael Leónidas Trujillo Molina, considerato come una tra le dittature latinoamericane più spietate del XX Secolo, tanto che vi trovarono la morte all’incirca 50.000 persone, tra haitiani immigrati, oppositori politici e ribelli alla tirannide.

Le quattro farfalle

Le quattro sorelle Mirabal, conosciute anche con il soprannome di Le Farfalle, nacquero tutte a Ojo de Agua, vicino alla cittadina di Salcedo. La più grande era Patria Mercedes nata il 27 febbraio 1924; seguita da María Argentina Minerva, venuta al mondo il 12 marzo 1926; Antonia María Teresa, il 14 ottobre 1935. La più piccola fu Bélgica Adela (1º marzo 1925), sopravvissuta alla dittatura di Trujillo e morta il 1º febbraio del 2014. I genitori si chiamavano Enrique Mirabal e Mercedes Reyes.

Opposizione dura ad una dittatura inumana

Rafael Trujillo fu l’uomo forte della Repubblica di Santo Domingo dal 1930 fino alla morte occorsa il 30 maggio 1961. Come accadde in quegli anni terribili per molte famiglie dominicane, le proprietà dei Mirabal furono prima nazionalizzate per poi passare direttamente tra i beni privati dei Trujillo. Fu proprio questa palese ingiustizia che portò le sorelle Mirabal ad opporsi attivamente, durante gli anni Cinquanta, alla dittatura.

Nel 1960 l’impegno delle sorelle Mirabal per la libertà le portò a partecipare alla costituzione del  “Movimento 14 di giugno”, il cui comando fu affidato a Manuel Aurelio Tavares Justo (Manolo), marito di Minerva Mirabal. Proprio quest’ultima, seguita dopo poco dalla sorella Maria Teresa, usò come nome di copertura Mariposa (Farfalla).

In breve tempo, nel gennaio 1960, la potente polizia segreta dominicana il Servico de Inteligencia Militar (SIM) riuscì a scardinare il gruppo rivoluzionario, che aveva nuclei in tutte le province della nazione caraibica. I mariti delle tre sorelle maggiori Mirabal furono incarcerati, come tanti altri, nel famigerato carcere di “La 40”. Anche le Mirabal furono arrestate ma dopo poco furono rilasciate.

25 novembre 1960: giorno del martirio

Il 25 novembre 1960 le tre sorelle, con l’autista Rufino de la Cruz, stavano viaggiando in auto per andare a trovare i mariti incarcerati. Non arrivarono mai a destinazione. Furono intercettate durante il tragitto, portate in un’isolata piantagione di canna da zucchero e massacrate a bastonate.

Per occultare il brutale omicidio i corpi delle quattro vittime vennero sistemati nel mezzo sul quale stavano viaggiando, che venne successivamente fatto precipitare da un dirupo al fine di simulare un incidente stradale.

Trujillo pensò che con la morte delle tre sorelle Mirabal fosse riuscito ad eliminare delle pericolose oppositrici. Non si rese conto che così facendo riuscì soltanto a provocare una presa di posizione netta da parte di molte persone, prima silenti, contro la sua dittatura. Trujillo finì assassinato poco tempo dopo.

Il ricordo

Per onorare il loro coraggio la provincia dominicana che ha dato i natali alle quattro sorelle è stata denominata, nel 2007, Provincia de Hermanas Mirabal (Provincia delle Sorelle Mirabal). È costituita da due distretti municipali e tre comuni.

Nel 1980, durante il primo Incontro Internazionale Femminista, organizzato in Colombia, furono celebrate come martiri e simboli della violenza contro le donne.

Proprio a causa di questo incontro, nel 1998, durante l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite venne approvata all’unanimità la internazionalizzazione della rievocazione di quest’importante data.