Nestlè, note positive da alternanza scuola-lavoro ed apprendistato

Uno studio della Nestlè ha fornito interessanti indicazioni sull’andamento dei programmi “alternanza scuola-lavoro” ed apprendistato in Italia. Secondo i dati elaborati nel report, la nota multinazionale ha potuto procedere nel giro degli ultimi quattro anni a circa 1500 assunzioni di ragazzi e ragazze under 30

In un convegno organizzato alcuni giorni fa a Milano insieme ad altre aziende attive sul territorio nazionale, il gruppo Nestlè ha reso noti, in primo luogo,  i dati relativi alla sua adesione al programma “alternanza scuola-lavoro”. Partendo da una statistica generale piuttosto positiva, che parla di un milione e mezzo di ragazzi coinvolti in questa iniziativa nel solo anno 2018, a fronte dei soli 650 mila aderenti nel 2015, il direttore delle Risorse Umane della nota multinazionale, Giacomo Piantoni, ha rimarcato successivamente la bontà dei risultati conseguiti all’interno del suo gruppo imprenditoriale: sono stati, infatti, circa 22 000 i giovani che grazie a Nestlè hanno potuto beneficiare di un efficace orientamento sul mercato del lavoro. Secondo Piantoni, in particolare, questi percorsi che uniscono scuola e lavoro “devono essere migliorati, ma non abbandonati: quando sono fatti bene ne traggono vantaggio studenti, scuole e aziende. Ciò che a nostro parere serve oggi – ha proseguito Piantoni – è una migliore interazione scuola-impresa per dare vita a progetti formativi fatti su misura dei bisogni reali e attuali dei ragazzi”.

Un caso-esempio nell’alternanza scuola-lavoro

Nello studio divulgato a Milano da Nestlè, si sono messe in risalto alcune esperienze positive di alternanza scuola-lavoro attraverso la diretta testimonianza dei giovani aderenti. Tra queste, quella di Michele Donato, giovane studente del Liceo Scientifico Moreschi del capoluogo lombardo, il quale dopo aver già svolto un iter in un archivio comunale e nella redazione di un’emittente locale, , grazie ad un dialogo diretto con i responsabili afferenti alle varie aree del gruppo, ha potuto verificare le sue inclinazioni verso un percorso universitario in scienze economiche. Tale sinergia ha poi consentito a Michele e ad una sua collega di scrivere un vero e proprio piano del “benessere dei dipendenti”, nel quale è stata considerata anche la necessità di coinvolgere spesso anche i familiari dei lavoratori nella vita dell’azienda in cui operano quotidianamente.

Ottimi risultati anche nell’apprendistato…

Il report di Nestlè ha anche dedicato un focus sul valore dell’apprendistato. Esemplificativo, in tal senso, il percorso di Vania Marsano, ragazza ventisettenne di origini svizzere che, dopo aver svolto un primo stage presso la filiale di Assago del gruppo multinazionale, acquisendo grandi competenze nella supply chain (la gestione delle catene di distribuzione), ha potuto successivamente svolgere un tirocinio al quale ha fatto seguito, come risultato finale, un contratto di assunzione a tempo indeterminato. Il ramo aziendale in cui Vania oggi opera si incentra sulla commercializzazione dei surgelati:” Lavoro nel demand planning: faccio le stime di vendita, l’analisi delle serie storiche, insomma uso la statistica che ho studiato ma allo stesso tempo sono in contatto con le direzioni del business e delle vendite”. Un significativo esempio, insomma, di come possano essere ben messi a frutto i lunghi e spesso faticosi anni di università!