Milano ha bisogno di 500 nuove licenze Taxi: la rivolta degli autisti

Tempi troppo lunghi per le chiamate al servizio Taxi di Milano, allo studio un piano del Comune per ampliare il numero delle licenze. I detentori delle licenze attuali si ribellano alla misura

Nonostante la proverbiale efficienza milanese, la domanda di trasporto pubblico a Milano è insufficiente, per questo la città meneghina sta elaborando un articolato piano che risponda alle esigenze di mobilità dei milanesi e dei visitatori.

“Roma 15 in venti minuti”: tempi di attesa inaccettabili a Milano

Secondo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il numero di turisti che visitano la città è aumentato notevolmente, mentre il numero delle licenze Taxi è restato fermo da troppo tempo. Per allineare i tempi di attesa delle chiamate radiotaxi a quelli, oggettivamente efficienti, delle altre tipologie di trasporto pubblico è praticamente pronto un piano di ampliamento dell’offerta di trasporto autonomo su gomma.

Le misure allo studio sono molteplici e prevedono doppie guide, taxi sharing, soprattutto per colmare il vuoto nell’orario serale e durante il weekend.

La protesta e le proposte

Secondo gli autisti detentori delle attuali licenze, tuttavia, prima di aumentare le licenze sarebbe opportuno migliorare i dispositivi di traffico per decongestionare le strade, permettendo quindi di velocizzare le corse e renderle più fruibili ai clienti. Sempre secondo l’associazione di categoria, 500 nuove licenze sono eccessive e rischiano di destabilizzare un settore che vive sempre più lo scontro con l’innovazione, Uber e BlaBlaCar in primis. Una delle misure previste è quella delle doppie guide. In pratica le auto bianche verrebbero utilizzate su due turni, ovviamente con un cambio di autista, così da portare a sedici le ore di attività di ciascun automezzo. L’aumento automatico delle corse potrebbe partire già da questa estate.

In aggiunta, si sta pensando anche al Taxi Sharing, gestito tramite apposita App, in modo da gestire più clienti con una unica corsa, condividendo percorsi e costi. Tutto questo però sembra non bastare, tanto da portare il Sindaco Sala a prevedere ulteriori cinquecento nuove licenze.

Licenze nuove, ma anche innovative

Di fatto le licenze aggiuntive sarebbero vincolate da criteri stringenti. I detentori delle nuove autorizzazioni dovrebbero utilizzare esclusivamente auto elettriche, di cui il 50% adeguate al trasporto di disabili e l’altra metà autorizzate ad operare solo in orari specifici. Attualmente a Milano circolano 4.800 taxi, quindi l’aumento sembrerebbe praticamente maggiore al 10%. Considerando però che nel cosiddetto “bacino aeroportuale di Malpensa” le vetture sono circa 5.300, la percentuale reale scende sotto la soglia reale del 10%.

La voce del Sindaco

Alle proteste degli autisti risponde il Sindaco, rimarcando che la percentuale di utenti del servizio in città è notevolmente aumentato, soprattutto turisti o visitatori per motivi commerciali. Oggettivamente, al contrario, le licenze sono ferme da tempo. Rileva inoltre alcuni punti critici nella condotta dei tassisti, in particolare: “Una delle questioni da risolvere è quella del pagamento elettronico poco accettato dai taxi, abbiamo tante segnalazioni sulle carte di credito”.

Il Comune di Milano ha effettuato uno studio sul numero di chiamate inevase che arrivano al 42% tra mezzanotte e le cinque del mattino di ogni weekend, mentre si attestano attorno al trenta per cento nella fascia oraria dalle 19 alle 21. Durante la settimana, invece, l’orario critico è quello dalle ore 8 alle ore 10, che vede inevase il quindici per cento delle chiamate. Sale poi al 27% la mancanza di disponibilità dalle ore 19 alle 21.

Soluzione condivisa

Il Comune non cerca lo scontro,, al contrario auspica una soluzione condivisa e concordata con gli operatori, tanto che prevede di ricevere “osservazioni ed indicazioni” nell’incontro previsto a metà giugno, giungendo però ad approvare il piano prima dell’estate.

Federica Amodio