LO SMART WORKING METTE AL CENTRO IL CAPITALE UMANO

Lo Smart Working, la nuova forma di lavoro intelligente, diventa sempre più centrale perché mette al centro i lavoratori. In Italia, da qualche mese si stanno iniziando a tirare le somme sull’utilizzo dello Smart Working: il primo ente ad occuparsi di un’analisi approfondita delle condizioni di lavoro “intelligenti” è stato il Politecnico di Milano.

L’introduzione dello Smart Working nel mondo del lavoro

Si fa sempre più strada in Italia, ma anche nel resto del mondo, un nuovo approccio al mondo del lavoro, in cui la presenza in ufficio e gli orari lavorativi non sono più i perni del modo di lavorare, quanto piuttosto lo diventano l’impegno e la soddisfazione del lavoratore, il quale può operare comodamente da casa assolvendo i suoi compiti.

Le prime ricerche sullo Smart Working

Questa nuova modalità di lavoro Smart, in base alle prime ricerche condotte fino a questo momento, sembra stia ampiamente soddisfacendo i lavoratori. Emerge, infatti, che solo l’1% di quelli Smart sia insoddisfatto del proprio impiego, a differenza del 17% di coloro che svolgono i loro compiti in maniera più tradizionale. Ma a beneficiare di questa nuova situazione non è solo il singolo dipendente, bensì l’intera azienda, in quanto è stato calcolato che anche la produttività aumenta del 15% con l’utilizzo di un approccio Smart al lavoro.

Milano detiene lo scettro dello Smart Working

Sembra proprio che sia la Lombardia, ed in particolare Milano, a detenere lo scettro del maggior impiego di Smart Working. Secondo quanto riportato dal Politecnico, infatti, il 36% del campione preso in considerazione che utilizza questa nuova modalità ha la propria sede in Lombardia. In totale, nella sola Milano è concentrato il 44% delle iniziative italiane per l’approccio Smart.

Smart Working: una nuova visione del lavoro

In un’impostazione lavorativa basata sullo Smart Working anche gli spazi devono assumere un aspetto intelligente, ovvero devono essere in condivisione, flessibili e creativi. Devono, cioè, seguire i principi della Work Place Innovation, che include i working corner, i quali, sostituendosi ai vecchi uffici chiusi, aiutano a collaborare, concentrarsi ed anche a far emergere idee creative.

Philips come emblema del Work Place Innovation

Un esempio appropriato di posti di lavoro strutturati sul Work Place Innovation è il quartier generale della Philips, che ha sede a Milano. Qui ci sono angoli per il lavoro, postazioni in spazi aperti, stanze per le riunioni ed altre in cui vige il silenzio, luoghi appositamente dedicati alla gestione di incontri via Skype e così via. In più, in ogni piano sono predisposti spazi appositamente adibiti alla lettura di libri oppure a spuntini salutari. Ancora, ci sono le Multipurpose room, che sono stanze pensate per favorire la circolazione di idee e lo scambio di punto di vista.

Lo Smart Working punta sul capitale umano

L’obiettivo dello Smart Working, dunque, è quello di puntare sulla valorizzazione assoluta del capitale umano, favorendo lo sviluppo delle competenze e il soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori. Pertanto, abolire la timbratura del cartellino e magari puntare ad attività di formazione, di gestione del lavoro da remoto o dello sviluppo della leadership femminile possono essere fattori particolarmente apprezzati dai dipendenti. Tra l’altro, va sottolineato come i suddetti punti fossero emersi dalla ricerca condotta qualche anno fa all’interno della Philips per capire le esigenze, le preferenze e le richieste dei propri dipendenti; oggi, le richieste dei lavoratori sono state accolte, organizzando appunto queste attività di Smart Working.

Il piano di azione della Philips ha permesso all’azienda di migliorare la sua produttività del 18% negli ultimi 4 anni, di aumentare le assunzioni e di riposizionare i propri lavoratori, semplicemente mostrando maggiore attenzione ed interesse nei confronti del proprio capitale umano.