Italia, ancora poche tutele sul lavoro per donne e giovani

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Nell’ambito di un convegno curato dalla Fondazione Feltrinelli sono stati resi noti dati ancora negativi riguardanti le condizioni di lavoro di donne e giovani

Disoccupazione ancora a livelli considerevoli, con differenze di regime lavorativo tra le varie regioni d’Italia. Questo, in sintesi, è il resoconto presentato al Jobless Society Forum, convegno organizzato dalla Fondazione Feltrinelli e giunto nel giugno di quest’anno alla sua terza edizione.

Un quadro particolarmente pesante al Sud

Nel Sud Italia, in particolare, è emerso un trend più negativo rispetto al resto del Paese. Donne e giovani, infatti, tendono ad essere inquadrati con contratti part-time e temporanei non rispondenti agli standard nazionali e soprattutto (cosa ancora più grave) imposti dai datori di lavoro. Da quest’ultimo aspetto, dunque, traspare una mancanza di tutela e di sensibilità verso tali categorie. Ad appesantire il quadro delineato nel Jobless Society Forum contribuiscono, inoltre, i dati Istat di aprile 2018 che parlano di un tasso di disoccupazione del 33,1% per i giovani tra i 15 ed i 24 anni e del 16,5% per quelli tra i 25 ed i 34.

Le dichiarazioni di Massimo Tarantino

“È necessario ridare una nuova centralità al lavoro – ha affermato durante il convegno di giugno Massimiliano Tarantino, segretario generale della Fondazione Feltrinelli- inteso come fattore di sviluppo e insieme come terreno di emancipazione individuale e coesione comunitaria». In sostanza, secondo Tarantino, l’obiettivo da perseguire deve essere di tutelare al massimo i giovani e le donne, in quanto categorie ingiustamente bistrattate e minacciate da una vera e propria esclusione sociale, facendo sì che possano integrarsi con le competenze medio-elevate già esistenti sul mercato del lavoro.

I più danneggiati dalla crisi

Gli otto anni di crisi hanno avuto come principale conseguenza, nella fascia generazionale che va dai 24 ai 36 anni, il netto calo dei contratti sia indeterminati che full time. Rilevante, invece, il fatto che gli over 37 hanno subito di meno la crisi, che si è fatta sentire soltanto per una piccola crescita dei livelli di lavoro non-standard.

Contratti part-time: una scelta obbligata oppure volontaria?

La ricerca condotta dalla Fondazione Feltrinelli ha rilevato anomalie, per il Bel Paese, anche per quanto concerne la tipologia dei contratti di lavoro. Come già accennato in precedenza, il 60% di quelli part time femminili  e l’80% di quelli maschili sono stati imposti dal datore di lavoro. Sempre in merito a tale formula, è emerso infine che la stessa si attesta per le donne al 32,7% del totale mentre per gli uomini all’8,2%.

La Redazione