Lavoro in Italia: cosa è cambiato negli ultimi anni?

Mensilmente ci vengono forniti numerosi dati sullo stato del lavoro in Italia, ma è necessario fare una panoramica generale sull’attuale situazione

Il problema del lavoro in Italia è un tema molto dibattuto da tutte le parti politiche e non solo, ma siamo veramente in crisi?

Molto spesso siamo sommersi da notizie contrastanti sul mercato del lavoro, ogni mese escono novità, a volte positive e a volte negative che non permettono però di fare un quadro generale sulla situazione in Italia.

Quali sono i cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni? Tra i fenomeni più diffusi ci sono: la disoccupazione giovanile, i contratti a tempo determinato e la precarietà.

Lavoro in Italia: tipologia di contratti

Un tema molto dibattuto dalle forze politiche e la precarietà del mondo del lavoro. Negli ultimi tempi, tramite manovre politiche come Reddito di Cittadinanza e Quota 100, si sta cercando di creare occupazione anche a tempo indeterminato.

Infatti, l’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di contratti a tempo determinato. Siamo passati da un totale del 10% negli anni ’90 a quasi il 20% negli ultimi mesi. Sono circa tre milioni di italiani che hanno questa tipologia di contratto.

Se da un lato la diffusione del lavoro a termine ha avuto l’effetto delle precarietà e di rendere meno stabile la vita delle persone, ha consentito, però, di trovare un impiego a quelle categorie che da sempre hanno avuto molta difficoltà a trovarlo, fra cui i giovani e le donne.

Occupazione giovanile

La mancanza di impiego è sempre stato un grosso problema nel nostro paese. Per tasso di disoccupazione si intende il rapporto tra coloro che cercano lavoro e coloro che sono attivi.

LavoroSe anche non siamo nelle condizioni del 2014, dove la disoccupazione tra i ragazzi dai 18 ai 24 anni era arrivata al 46,2%, siamo sempre al fanalino di coda in Europa, preceduti solo da Grecia e Spagna.

Il tasso di occupazione tra i giovani dai 25 ai 34 anni, invece, è sceso negli ultimi anni al 62%.

Occupazione femminile

Qui i trend sono un po’ differenti. Si è sempre combattuto affinché ci fosse, tra uomini e donne, parità di trattamento economico.

Se su questo c’è ancora da lavorare, il dato positivo è la crescita dell’occupazione femminile attestata al 56%, anche qui però c’è ancora molto da fare.

Inattivi

Gli inattivi sono una particolare categoria di persone: non hanno lavoro e non lo cercano neanche. Il tasso di inattività è molto elevato, circa 13 milioni di persone, anche se un trend che sta leggermente calando.

Quali sono, però, i motivi che portano le persone a questa situazione? Due sono le possibilità maggiori: benessere economico derivante da rendite o, il caso opposto, da profonda sfiducia nel mercato del lavoro.

Lavoro in Italia: la tecnologia cambierà le professioni

L’innovazione nel campo tecnologico è quasi inarrestabile, ciò comporta un cambiamento del lavoro.

Una delle paure maggiori è che l’aumento della tecnologia possa portare ad un aumento della disoccupazione. Il processo di automazione, infatti, sta sostituendo la forza lavoro umana.

È anche vero, però, che porterà ad un cambiamento delle mansioni: meno operai e più tecnici ad alta specializzazione.

Francesco De Fazio