Lavori stagionali: è crisi per l’estate 2019 da Nord a Sud

I lavori stagionali, perlopiù estivi, hanno da sempre rappresentato per tanti giovani italiani un’opportunità di guadagno ed una prima forma di esperienza professionale nella loro vita. Quest’anno, tuttavia, la situazione sembra del tutto cambiata a causa di un fenomeno molto diffuso

In Italia, molti giovani, quest’estate, stanno rinunciando alle offerte di lavori stagionali da parte degli imprenditori turistici per non perdere il sussidio economico rappresentato dal Reddito di Cittadinanza

Le carenze nella ristorazione e sulle spiagge

Le tipologie di lavori stagionali in cui si stanno segnalando particolari carenze riguardano soprattutto l’ambito della ristorazione: non si riescono a trovare, infatti, cuochi e camerieri disposti a lavorare full day. Tuttavia, anche per quanto riguarda le spiagge, la situazione non sembra essere di certo migliore: in molti lidi della Riviera Romagnola, una delle mete più affollate d’Italia a luglio ed agosto, infatti, scarseggeranno anche i bagnini, mansione per la quale erano soliti candidarsi ragazzi provenienti dal Meridione.

L’appello del Sindaco di Gabicce Mare

Proprio i giovani del Sud, quest’anno, stanno mostrando poco interesse verso la prospettiva di lavori stagionali come quelli offerti dagli albergatori e dai ristoratori di Rimini e della Riviera Romagnola. Un vero e proprio monito, in tal senso, è stato lanciato nei giorni scorsi, attraverso le pagine del quotidiano Il Resto del Carlino, dal Sindaco di Gabicce Mare, Domenico Pascuzzi:” Siamo in emergenza vera – ha detto Pascuzzi – Molti giovani del sud che l’anno scorso avevano fatto la stagione nei nostri alberghi quest’anno non sono voluti tornare”. Qual è, dunque, il vero motivo di questa rinuncia? Pascuzzi risponde alla domanda in maniera semplice e lapidaria: “Perché stavano percependo il reddito di cittadinanza. E se accettassero di tornare perderebbero l’assegno da oltre 700 euro che a loro basta per vivere».

Dunque, il Reddito di Cittadinanza, la misura di sostegno economico introdotta nel 2019 dal governo italiano e per anni cavallo di battaglia di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle, sembra essere la causa principale di questa vera e propria emergenza occupazionale. Secondo il Sindaco di Gabicce, è giusto parlare in questi termini drammatici alla luce delle numerose prenotazioni registrate negli hotel per luglio e agosto; con poco personale a disposizione, in effetti, il rischio è di non riuscire a soddisfare a dovere le esigenze di un’utenza che sarà, secondo le attese, molto vasta.

Un’altra ragione dietro questi rifiuti…

Secondo l’analisi delineata dal Segretario Uil, Ivana Veronese, i giovani italiani stanno rinunciando ai lavori stagionali anche per un’altra ragione “Si preferisce un lavoro in nero piuttosto che un lavoro regolare – sentenzia Veronese – per poter beneficiare del nuovo reddito di cittadinanza”. Un dato, questo, confermato anche dalle testimonianze di vari imprenditori di Rimini ai quali i giovani hanno chiesto esplicitamente, in caso di assunzione, di non essere contrattualizzati.

Emergenza occupazionale dal Veneto alla Puglia

L’emergenza “lavori stagionali” è molto sentita anche nel vicino Veneto. Un proprietario di hotel, ad esempio, in una recente intervista al quotidiano Il Giornale, ha affermato di aver ottenuto 4 rifiuti per un ruolo di cameriere con uno stipendio di 1100 euro al mese.

Stessa situazione drammatica anche in Puglia: “ Molti associati ci hanno segnalato la difficoltà di reperire un aiuto nella gestione delle strutture a causa del reddito di cittadinanza – ha affermato in un’intervista Antonio Capacchione, imprenditore pugliese di Margherita di Savoia che, in qualità anche di segretario del Sindacato Italiano Balneari ha lanciato un monito al governo italiano affinché tuteli l’intera categoria rappresentata:: «Intervenite subito per correggere numerosi aspetti della legge. Bisogna fare in fretta».