LA FUNZIONE DELL’APL NEL MUTEVOLE MERCATO DEL LAVORO

Come risulta oramai evidente dagli ultimi dati scaturiti dalle analisi del mercato del lavoro, risulta una netta ripresa dello stesso rispetto agli scoraggianti dati degli anni precedenti; il Sole 24 ore infatti riporta dati Eurostat secondo i quali è forte la rilevanza di attività lavorative professionali, tecniche e scientifiche sul totale dell’occupazione nei paesi Ue, si è registrato un incremento che partendo dal 7,6% del 1996, è arrivato al 12,7% del 2016; altrimenti detto, in termini percentuali, una crescita del 5,3%!

Questo sta a significare che in media, più di un lavoratore su 10 collocato nell’Eurozona, ruota intorno ai cosiddetti servizi “ad alto tasso di competenze”, non più vincolati alla mera produzione materiale quindi, in settori che includono contabilità, ingegneria, consulenza, ricerca & sviluppo, analisi di mercato.

Tale incremento si contrappone alla crescita pressoché insignificante di settori già dominanti come il retail (vendita al dettaglio) (in rialzo dal 23 al 24,7%) e alla flessione vera e propria dell’industria tradizionale, che ha registrato invece un consistente calo dal 20,7% di circa venti anni fa al 15,3% dell’anno scorso. [Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2017]

Qual è il ruolo delle Agenzie per il Lavoro (APL) in questo mutevole ed incostante scenario?

Le APL offrono rapporti di lavoro subordinato, per periodi di tempo limitati (pochi mesi e a volte, anche pochi giorni!), esse operano come enti di intermediazione, rappresentando quindi l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, provvedendo alla ricerca e selezione del personale come attività preponderante, oltre anche ad attività di formazione e/o ausilio alla ricollocazione professionale dei lavoratori.

Perché le aziende demandano le APL? Si ricorre all’Agenzia per il lavoro in quanto questo consente di portare fuori dall’azienda stessa la parte più consistente delle attività relative alla ricerca, alla selezione e, all’occorrenza, alla gestione dei rapporti di lavoro, liberando così l’azienda stessa dall’onere che questa complessa fase comporta; sarebbe infatti necessario avere come figure interne alla stessa azienda, risorse dotate delle competenze necessarie a svolgere questo tipo di attività; impegno dal quale si può facilmente evadere ricorrendo appunto a questo tipo di professionisti esterni all’azienda.

L’importanza del lavoro delle APL, considerando nello specifico il mercato del lavoro in Italia, cresce ulteriormente se consideriamo il ruolo che giocano in questa delicata fase di spasmodica ricerca di lavoro per giovani, soprattutto al Sud dove il problema della disoccupazione raggiunge preoccupanti picchi e dove si attuano politiche di facilitazione all’assunzione (“Bonus Sud”, ulteriormente prorogato per il 2018;

Altra importante misura volta a favorire l’inserimento lavorativo, inserita nella legge di Bilancio, stabilisce che a partire dal prossimo gennaio 2018 ci sarà un esonero fiscale pari al 50% per i primi 3 anni, valido per le aziende private, ovviamente nell’eventualità di contratto a tempo indeterminato; all’esenzione però non possono accedere aziende che hanno effettuato licenziamenti di altre risorse nei sei mesi precedenti l’eventuale assunzione.

L’agevolazione è valida per giovani sotto i 35 anni che non abbiano mai avuto un rapporto stabile; misura che sarà mutata successivamente (2019) abbassando ulteriormente il limite di età a 29 anni.  Lo sgravio arriverà al 100% nel caso di assunzione di apprendisti, quindi a completamento del programma già attivo della alternanza scuola-lavoro (questa è una delle riforme più significative della legge 107 del 2015 “La Buona Scuola” che,  basandosi sul modello europeo, già in vigore in Germania ed in altri stati e tentando di contrastare la disoccupazione giovanile, prevede la possibilità di svolgere attività lavorative presso aziende o associazioni, in avvicendamento ad attività didattiche, seguendo la linea di principio della scuola aperta.

Questo provvedimento è obbligatorio dall’anno scolastico 2015/2016), se assunti entro 6 mesi dal conseguimento del titolo;

varrà inoltre anche per i Neet under 29: prevista infatti la proroga degli incentivi Garanzia Giovani, per i quali per il primo anno di rapporto a tempo indeterminato, andrebbero a confluire il bonus nazionale del 50% con quello Occupazionale di Youth Guarantee, questo sta a significare esenzione totale dalle tasse per il primo anno di contratto!

Per i successivi due anni, resta l’esonero del 50%, rappresentando quindi vantaggiosi incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Tale misura sarà elargita anche nel caso di mutamento a tempo indeterminato di un contratto a termine. Parliamo pertanto prettamente dei cosiddetti contratti di lavoro subordinato; le Apl quindi si vanno ad inserire proprio in questo segmento, dal momento che anche con l’offerta di un contratto temporaneo, qualora (ribadiamo) vada a trasformarsi in rapporto indeterminato, si può beneficiare di questi importanti incentivi finalizzati all’assunzione di disoccupati. La finalità, per la quale lavorano in concerto Stato, Scuole ed ogni altro ente preposto, fino a convergere alle APL (che ad oggi risultano essere delle efficienti “protesi” nell’ambito delle politiche occupazionali), resta quella di contenere il più possibile e soprattutto nel lungo periodo la dilagante piaga della disoccupazione.