Istat: nel 2019 disoccupazione italiana al 10,8%

L’Istat prevede che in Italia il tasso di disoccupazione tornerà a salire nel corso di quest’anno. Il dato, secondo l’istituto, costituirà il riflesso di una crescita economica del Belpaese ancora troppo lenta

Il Pil, infatti, secondo le recenti stime dell’Istat, vedrà sì un aumento rispetto al 2018 ma comunque più limitato rispetto alle previsioni fatte lo scorso mese di novembre: si parla ora, infatti, di un +0,3%.

Troppa lentezza nei “ritmi produttivi”

La disoccupazione, dunque, sembra destinata nuovamente a crescere, seppur in maniera lieve, nel corso del 2019. Secondo i tecnici dell’Istat, infatti, una delle cause principali del fenomeno andrebbe individuata nella lentezza dei “ritmi produttivi” del Belpaese, che impedirebbero la creazione di nuovi posti di lavoro. La crescita della disoccupazione, inoltre, deve essere vista in una prospettiva di correlazione con altri fattori che l’Istituto italiano di statistica ha provveduto ad indicare in uno specifico schema relativo all’economia nel 2019.

I fattori correlati alla crescita della disoccupazione

In primo luogo, è prevista una riduzione generale dei flussi commerciali, sia in entrata (-0,5% rispetto al 2018) che in uscita (-0,2%), relativi a beni e servizi e legati alla cosiddetta clausola FOB (nei traffici con questa misura si accollano le spese di spedizione e di rischio sul venditore sino al momento del carico dei beni sul mezzo di trasporto). Tale flessione, secondo l’Istat, potrebbe essere motivata dal clima di instabilità derivante da tensioni fra gli Stati, dall’annunciata uscita del Regno Unito dall’Unione Europea nonché dalle previsioni molto incerte riguardanti il nuovo assetto dell’Europarlamento, che scaturirà dalle elezioni di domenica 26 maggio.

Ulteriori elementi che concorreranno all’aumento della disoccupazione vanno visti in un incremento, ancora troppo moderato, dei consumi da parte delle famiglie italiane. Nonostante un leggero aumento del monte totale degli stipendi, proporzionale alla spesa media, e l’introduzione della recente misura di sostegno  costituita dal Reddito di Cittadinanza, gli italiani non nutrirebbero ancora molta fiducia nel potere di acquisto della moneta. Da tutto ciò, dunque, potrebbero derivare un atteggiamento di grande precauzione e dunque la creazione di un maggiore risparmio.

Ministro Tria
Nonostante i dati Istat, il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, crede in una ripresa del Belpaese (fonte Libero Quotidiano)

Per quanto concerne gli investimenti fissi lordi, inoltre, ci sarà una forte diminuzione rispetto al 2018. Si passerà, infatti, da un tasso del 3,4 allo 0,3%: un divario, questo, che, nonostante un’attenuazione rispetto alle stime di novembre grazie alle agevolazioni sancite nel cosiddetto Decreto Crescita, si presenta comunque abbastanza significativo. Le politiche di investimento che risentiranno, più di tutte, di tale contrazione saranno quelle riguardanti la creazione e l’acquisto di macchinari, attrezzature e costruzioni.

Dati Istat confermati dall’Ocse

I dati divulgati dall’Istat in merito alla disoccupazione e più in generale al trend dell’economia italiana sembrano confermati anche dalle stime rilasciate qualche giorno fa dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), secondo le quali il 2019 sarà un anno di stagnazione per il Belpaese, in quanto il suo Pil non crescerà affatto. Un’analisi, questa, che potrebbe destare qualche preoccupazione se si pensa alle previsioni relative invece agli altri Paesi dell’Eurozona, dove la crescita media dovrebbe attestarsi intorno all’1,3%.

L’ottimismo del Ministro Tria

Tuttavia, nonostante questi dati negativi divulgati da Istat e Ocse, il Ministro dell’Economia italiano, Giovanni Tria, si dice fiducioso per il futuro: “Mi pare che la crescita sarà un pò più alta delle previsioni che noi abbiamo messo nel nostro Documento di economia e finanza (pari allo 0,2%). Se tutta l’Europa, come previsto, avrà una ripresa nel secondo semestre, noi avremo una crescita maggiore anche per l’Italia”.