Intervista al Consigliere Regionale Onorevole Enza Amato (PD)

Abbiamo deciso di intervistare l’Onorevole Enza Amato, Consigliere Regionale eletta nella lista PD, perché sì è da sempre occupata di lavoro, riforma della Pubblica Amministrazione e del rapporto tra il settore pubblico e quello privato. L’intervista è avvenuta nel suo ufficio presso la Regione Campania

“Onorevole Amato lei si è occupata da sempre del mondo del lavoro. Come vede attualmente la situazione lavorativa in Campania?”

R: I dati rilevati dal rapporto Svimez 2018 ci dicono che al Sud prosegue la crescita dell’occupazione già registrata nel 2017. Nel Sud del paese si contano 71 mila unità in più di occupati, pari a circa un +1,2 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione è diminuito pur avendo livelli superiori al 2008 con un + 19,4%. Anche in Campania la situazione resta ancora critica anche se negli ultimi anni ci sono segnali di ripresa soprattutto nel settore dei servizi e del terziario.

Hanno inciso in questo anche le scelte fatte del nostro governo regionale nella prima fase di Garanzia Giovani che ha fatto registrare 30mila nuove assunzioni. Il percorso è ancora lungo ovviamente. Bisogna attrarre investimenti privati (una opportunità saranno certamente le ZES), sostenendo il tessuto imprenditoriale locale con tutti gli strumenti e le risorse a disposizione e nel contempo creare le condizioni per nuova occupazione anche nella Pubblica Amministrazione. La sfida risiede nell’offrire più opportunità di lavoro (e di qualità) ai giovani, senza dimenticare come del resto stiamo già facendo, di mettere in campo politiche attive di lavoro per ex percettori di ammortizzatori e per chi è fuoriuscito dai processi produttivi.

“Potrebbe spiegare ai nostri lettori in cosa consiste il Piano per il Lavoro, recentemente inaugurato dalla Regione Campania, e come questo progetto inciderà nel settore pubblico campano?”

R: Il Piano per il Lavoro è stato voluto fortemente dal Governatore De Luca, innanzitutto per rispondere ad un problema che è campano, ma che interessa tutto il paese, che è lo svecchiamento del personale della PA e dunque la riforma stessa  della macchina amministrativa. Accanto a questo il rischio concreto è che nei prossimi anni si vada verso lo svuotamento delle piante organiche. L’Inps ci dice che solo in Regione Campania nei prossimi anni andranno in quiescenza circa 14.500 persone. Questo vuol dire banalmente che nei nostri comuni, nelle Asl, negli uffici regionali mancherà il personale: architetti, avvocati, geometri, amministrativi, assistenti sociali, ecc..

È dunque evidente che se non si forma e si immette per tempo nuova forza lavoro, i servizi ai cittadini ed alle imprese andranno in cortocircuito. Si rischia inoltre che con il personale in uscita si perda la memoria e le competenze acquisite in precedenza non potendo trasferirle per tempo. Il Piano per il Lavoro va innanzitutto verso questa direzione oltre al fatto che si prevede di formare e favorire l’immissione (a totale carico della Regione Campania, che investirà 106 milioni di euro di fondi europei), nei nostri comuni che aderiranno al Piano, di 10 mila nuove unità,

“Lei ha lavorato, precedentemente, presso un’azienda privata nella quale si è occupata di consulenza alle Pubbliche Amministrazioni per la gestione dei Fondi strutturali, di studi di Fattibilità ed implementazione dello Sportello Unico delle Imprese. Come è stata questa esperienza di partnership tra pubblico e privato? Attualmente la ritiene ancora valida o ci dovrebbero essere dei cambiamenti da apportare?”

R: Ho lavorato sempre nel settore privato. Dopo la laurea ho preso la mia valigia, come hanno fatto e fanno tanti giovani laureati, e ho iniziato a lavorare fuori dalla Campania. Ho deciso tre volte di cambiare settore professionale, rimettendomi in gioco ogni volta, e in ogni occasione mi sono resa conto di quanto la collaborazione tra pubblico e privato sia fondamentale.Il pubblico deve essere di sostegno alle imprese, in termini di servizi, procedure e soprattutto quando le imprese investono, garantendo e creando occupazione.

Il Piano per il Lavoro punta anche a questo: avere nei prossimi anni una Pubblica Amministrazione smart, elevando nel contempo la qualità dei servizi ai cittadini.In genere credo che la Pubblica Amministrazione, la stessa Regione debba favorire gli investimenti e facilitare chi voglia fare impresa in Campania. I fondi, nazionali e internazionali, devono essere utilizzati al meglio al fine di attrarre opportunità e creare lavoro.

“I finanziamenti dell’Unione Europea, per ciò che concerne il settore del lavoro, come sono stati utilizzati la Regione Campania? E nel futuro cosa è stato previsto a riguardo?”

R: Prima di tutto voglio ricordare che per quanto riguarda Garanzia Giovani, che abbiamo attivato 36mila tirocini; formato 13.000 giovani e, come ho ricordato all’inizio, registrato 30mila nuove assunzioni. Con la fase due intendiamo ridurre il gap tra il tirocinio e l’effettiva collocazione in azienda. Investiamo ulteriori 222 milioni di euro per finanziare iniziative volte all’inserimento occupazionale ed alla autoimprenditorialità di giovani tra i 15 e i 29 anni.

La Regione ha già impegnato a pieno i fondi del PSR (1,8 miliardi di euro) con iniziative dirette in agricoltura, agroalimentare e comparti correlati. È di recentissima pubblicazione la graduatoria che finanzia, per 535 milioni, investimenti per la viabilità e coinvolge 270 enti. Ciò significa mettere in circolazione nell’economia campana finanziamenti importanti volti alla riqualificazione urbana dei nostri comuni.

Mi piace infine ricordare l’impegno della regione per la Scuola: 100 milioni di fondi europei nel programma Scuola Viva, altri 13 milioni per il programma Scuola di Comunità, 28 milioni di euro per nuovi asili, riqualificazione di quelli esistenti e per sostegno alla gestione; 200 milioni di euro per la sicurezza e la riqualificazione statica delle scuole campane.