Il sogno dei Millennial: maggiori opportunità di carriera e flessibilità

Uno studio della School of Management made in Bocconi Business University mette in luce le aspettative ed i desideri di tutte e tre le generazioni di occupati attualmente presenti nelle aziende

La discontinuità maggiore si rileva tra la generazione più giovane e le altre. I Millennial, infatti, hanno perso l’ossessione per il posto fisso tanto cara ai loro genitori.

La generazione flessibile

I nati tra il 1980 ed il 1996, i cosiddetti Millennial perché nati a ridosso del cambio di millennio, si stanno affacciando al mondo del lavoro e hanno manifestato aspirazioni in linea con i cambiamenti del modo di fare impresa oggi. Per rispondere alle domande delle imprese che vogliono capire con chi avranno a che fare una volta assunti, la Bocconi ha effettuato una survey a cura di Beatrice Manzoni e Federico Magni.

Riflessi della globalizzazione

Lo studio ha evidenziato come le conseguenze delle ricorrenti crisi economiche mondiali e della globalizzazione hanno profondamente modificato le dinamiche dell’offerta di lavoro e che questa contingenza ha alterato alla base le aspettative di carriera ed anche quelle delle modalità di accesso al lavoro. Quelli che oggi si avvicinano alla soglia dei trenta anni non pongono al primo posto aspettative di retribuzione fissa, ma piuttosto prediligono opportunità di sviluppo delle proprie competenze, anche attraverso una formazione continua e qualificante.

Questo genera dinamiche che rasentano il cinismo quando i giovani professionalusano” le aziende per “saltare” da un impiego all’altro senza mostrare la minima affezione a chi offre loro occupazione. Probabilmente, tuttavia, questo è un riflesso della considerazione mostrata dal sistema azienda mondiale che sta “mercificando” le risorse umane, trattandole alla stregua di un materiale di consumo.

I numeri dello studio Bocconi

Il progetto di ricerca della School of Management Bocconi che ha utilizzato una coorte di 1.600 lavoratori, è stato effettuato nel 2018 ed ha raffrontato in maniera sistematica le tre fasce d’età del personale presente nelle principali aziende italiane: la prima generazione è rappresentata dai cosiddetti Baby Boomer, nati tra il dopoguerra e gli anni ’60; la successiva è composta dalla famigerata “Generazione X”, dei nati tra il 1961 ed il 1979; per finire poi con i Millennial, che appartengono agli anni ’80 e ’90 del millennio ormai trascorso.

Differenze, punti di forza e tendenze

Ciascuna fascia di età ha caratteristiche che la contraddistingue. I più giovani, non solo per la forza dell’età, hanno voglia di esplodere, di fare carriera in fretta, di bruciare le tappe senza aspettare, anche utilizzando la leva tecnologica offerta dall’essere nativi digitali. Il 70% di loro controlla le e-mails dal letto, il 57% dal bagno e il 27% addirittura mentre guida. La generazione precedente non ha la loro rapidità e conoscenza della tecnologia, ma ha una marcia in più caratterizzata dal gioco di squadra, che spesso compensa l’esasperato individualismo dei Millennial. I più giovani, inoltre, hanno minori timori di perdere il posto di lavoro e oltretutto non sono disposti ad accontentarsi di quel che hanno, ma aspirano sempre ad andare più in alto.

Federica Amodio