Il paziente stomizzato e il percorso verso l’accettazione della stomia

Per riuscire ad adattarsi all’utilizzo permanente di una stomia è necessario lavorare molto su stessi ma anche di un aiuto esterno che l’OSS può offrire

Portare una stomia, soprattutto quando la situazione risulta essere definitiva, può portare il paziente stomizzato ad avere sentimenti di frustrazione, rabbia, ansia e avvilimento. Tutto ciò porta il paziente a vivere la sua nuova condizione come un lutto perenne. In tempi poi di distanziamenti sociali e di lockdown, causa Covid-19, la situazione non può che essere vista in maniera ancora più negativa di quanto non sia normalmente. 

Sentimenti legati alla stomia e come affrontarli

I sentimenti collegati all’applicazione della stomizzazione non devono essere nascosti o repressi. Al contrario, è fondamentale affrontare la situazione con l’appoggio e il sostegno di amici, familiari e Operatori Socio Sanitari (OSS), tramite un adeguato percorso psicologico.

Secondo diversi recenti studi molte persone stomizzate traggono beneficio e conforto grazie al dialogo e al confronto con altre persone della medesima condizione: condividere i propri problemi con gli altri, instaurando al contempo un dialogo proficuo con altri che hanno già affrontato le stesse problematiche, riuscendo a convivere serenamente con questa nuova situazione. 

Il soggetto riesce così, finalmente, a sviluppare la percezione di avere il controllo sulla propria esistenza: situazione che comporta una stimolazione alla ripresa dell’efficienza fisica e dei rapporti sociali.

Una vita normale

Bisogna tenere a mente, sempre, che le persone che utilizzano le stomie, previa ripresa dall’intervento chirurgico, possono condurre una vita assolutamente normale, intrattenere normali rapporti interpersonali (compresi quelli affettivi e sessuali) e fare tutto ciò che può compiere qualsiasi altro essere umano.

Il rimborso degli ausili

La prima richiesta di prescrizione degli ausili deve essere effettuata dal medico specialista, dipendente o convenzionato con un presidio sanitario pubblico, tramite un modulo rilasciato dall’ASL (Azienda Sanitaria Locale) di competenza. Per ricevere una prescrizione corretta, quest’ultima deve comprendere: 

  • diagnosi; 
  • tipologia di intervento subito; 
  • codice di riferimento del presidio nel Nomenclatore Tariffario;
  • la terapia prevista con l’indicazione della durata prevista di utilizzo del presidio; 
  • i controlli medici da svolgere.

Associazioni per gli individui stomizzati

Vivere con una stomia è un enorme cambiamento ma, dopo una prima, fase di adattamento si può riprendere la propria vita come prima. Il supporto di amici, familiari ed istituzioni è fondamentale. Esistono associazioni nazionali di soggetti stomizzati alle quali si può fare riferimento per qualsiasi problemi. Le più conosciute e diffuse sono l’Associazione Italiana Stomizzati Onlus (A.I.STOM.) e la Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (FAIS ONLUS).

OSS e il paziente stomizzato 

Vogliamo infine concludere questo articolo focalizzandoci sul rapporto che si instaura tra il paziente stomizzato e l’Operatore Socio Sanitario che si occupa delle stomie dietro assegnazione da parte dell’infermiere

L’OSS ha un ruolo fondamentale nel processo assistenziale alla persona assistita, dovendo operare su due binari ben distinti: da un lato deve sapere riconoscere segni di anomalie e di cambiamenti del malato che dovrà immediatamente segnalare all’infermiere. Dall’altro lato deve riuscire ad instaurare un rapporto, sempre basato sulla professionalità dell’OSS, con il paziente così da aiutare quest’ultimo ad accettare la sua nuova condizione e comprendere come affrontare correttamente le varie problematiche ad essa connessa.