IL LAVORO AI TEMPI DELL’INDUSTRIA 4.0

Un nuovo studio condotto dalla PwC circa il futuro delle modalità di lavoro e di impiego rivela scenari meno apocalittici di quelli precedenti: la robotica e quindi le modalità di produzione dell’Industria 4.0 stanno completamente rinnovando le metodologie tradizionali di produzione.

I metodi di produzione dell’Industria 4.0 e il lavoro manuale

Con l’avvento della quarta rivoluzione industriale e l’avanzata della tecnologia e del digitale, anche i modi di produzione sono nettamente cambiati. Uno dei timori più grandi è che con l’avvento degli strumenti automatizzati e quindi dell’Intelligenza Artificiale, si perda del tutto la creatività e la particolarità dei contributi umani essendo tutto strutturato in una catena di montaggio. Sono in molti coloro che ritengono che i robot alla fine possano completamente sostituire il lavoro e l’operato degli uomini e che con il passare del tempo porteranno via ai dipendenti i loro posti di lavoro creando una vera e propria disoccupazione endemica.

Il futuro del lavoro

Uno studio molto recente realizzato dalla PwC (PricewaterhouseCoopers), una nota società di analisi, e poi successivamente ripreso dalla BBC si è concentrato sull’analisi dei dati ottenuti negli ultimi anni in Gran Bretagna, arrivando alla conclusione che queste prospettive avvilenti, in realtà, non avrebbero ragione di esistere. Infatti, non è vero che il lavoro terminerà, quanto piuttosto si sposterà completamente verso nuove forme e modalità, che sicuramente saranno incentrate sull’utilizzo della tecnologia.

D’altronde, si ritiene che lo sviluppo di una maggiore automazione e, quindi, dell’intelligenza artificiale nella produzione, nei trasporti ed anche nel settore manifatturiero incideranno anche notevolmente sulle future condizioni di lavoro in quanto comporteranno una maggiore produttività.

È proprio grazie a ciò che si avrà una notevole riduzione dei prezzi al consumo, elemento che d’altro canto, comporterà un notevole aumento del reddito reale disponibile. Dunque, i prodotti realizzati in maniera automatizzata costeranno meno e quindi i consumatori potranno investire maggiormente in settori fino a questo momento trascurati.

Le prospettive future

Sempre secondo quanto riportato dallo studio svolto dalla PwC (PricewaterhouseCoopers), le prospettive future nel Regno Unito prevedono il licenziamento di sette milioni di lavoratori, dato che non deve assolutamente far disperare, in quanto, allo stesso tempo, ne verranno creati altri duecentomila, specialmente nelle aree ad alto impatto intellettuale.

I risultati di questa indagine sono stati posti all’attenzione anche dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) secondo cui addirittura la previsione circa la perdita dei posti di lavoro sarebbe particolarmente pessimistica, dal momento che la stima circa i licenziamenti sarebbe molto più contenuta.

Dunque, è vero che i prossimi anni saranno teatro di importanti cambiamenti nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo, è anche vero che il lavoro ci sarà, in forme diverse ma gli scenari apocalittici presentatici negli ultimi anni sembrano non avere effettivamente fondamento.