Gruppo IIA, a rischio il lavoro dei dipendenti di Flumeri

Per i lavoratori dello stabilimento di Flumeri (AV) del gruppo IIA (Industria Italiana Autobus) la situazione occupazionale resta ancora piuttosto critica

Le trattative svoltesi giovedì 10 gennaio a Roma, presso la sede del Ministero del Lavoro, tra il governo, i vertici aziendali ed i sindacati hanno dato al momento esito negativo. Continuano, purtroppo, ad essere a rischio tantissimi posti di lavoro nella zona della Valle dell’Ufita.

La crisi produttiva del gruppo IIA

Il gruppo IIA, che nasce nel 2015 dalla fusione delle aziende BredaMenarinibus, con sede a Bologna, e di IrisBus, situata a Flumeri, in provincia di Avellino, è purtroppo attanagliato da una crisi produttiva che si è accentuata particolarmente verso la fine del 2018. In virtù di questo scenario, il Ministero del Lavoro aveva convocato una riunione con i dirigenti dell’azienda ed i rappresentanti sindacali nella giornata di giovedì 10 gennaio. Obiettivo principale la definizione degli ammortizzatori sociali da destinare agli operai della sede di Flumeri, esclusi dall’attuazione dei nuovi programmi di investimento.

Tuttavia, secondo quanto dichiarato dai due rappresentanti di FIOM partecipanti al tavolo, Michele De Palma e Giuseppe Morsa, il quadro è diventato ancora più drammatico di quanto già fosse in partenza. I vertici di IIA, infatti, hanno dichiarato di voler elargire gli assegni della Cassa Integrazione Straordinaria soltanto per un periodo di tre mesi, a fronte della proposta temporale di 12 mesi, fatta dai sindacati, per consentire la realizzazione di un nuovo piano industriale. Inoltre, ad aggravare il bilancio emerso al termine dell’incontro, ha contribuito la mancata certezza degli stipendi anche per i dipendenti della sede di Bologna, i quali, essendo stati inseriti nel nuovo programma di investimenti, sembravano aver ricevuto maggiori garanzie rispetto ai loro colleghi irpini.

Nuovo piano industriale e ridefinizione delle quote societarie

Nonostante dal Ministero del Lavoro siano giunte promesse circa un nuovo tavolo con i vertici di IIA, i rappresentanti sindacali hanno deciso di rivolgersi anche al Ministero per lo Sviluppo Economico. Per poter salvare, infatti, il gruppo imprenditoriale, è necessario, secondo De Palma e Morsa, un nuovo piano industriale che, oltre a finanziamenti pubblici, preveda anche una più chiara ripartizione dell’attuale assetto delle quote societarie. Tra i detentori di quest’ultime figurano, in particolare, le aziende Leonardo, la cui permanenza è stata invocata dai rappresentanti sindacali, e la Karsan, alla quale invece è stato chiesto un ridimensionamento.

Il gruppo turco, infatti, che possiede la parte più cospicua di quote (il 70%) non avrebbe fornito negli ultimi tempi adeguate garanzie di produzione e di manutenzione degli impianti, soprattutto a Flumeri: nello stabilimento irpino di IIA, infatti, non sono state portate a termine buona parte delle circa 400 commesse recenti ricevute, tra cui 23 autobus dal Comune di Genova. Inoltre, l’azienda turca è stata accusata di aver delocalizzato eccessivamente la produzione, impedendo così il concreto rilancio delle due filiali italiane. Una possibile “boccata d’ossigeno” potrebbe arrivare con l’ingresso, nel pacchetto azionario, di Invitalia mentre allo stato attuale il gruppo Ferrovie dello Stato si è dichiarato non interessato alla questione.

Nell’attesa di un incontro da svolgersi, stavolta, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, gli operai dello stabilimento del gruppo IIA di Flumeri hanno attuato ieri, venerdì 11 gennaio, un sit-in di protesta per ottenere dai vertici aziendali e dal governo il rispetto delle dovute tutele occupazionali.