I PUNTI ESSENZIALI DEL NUOVO DECRETO DIGNITÀ

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri, in data 2 luglio, il testo di un nuovo Decreto Legge, il cui fine principale è di tutelare la “dignità dei lavoratori e delle imprese”

Il Consiglio dei Ministri, presieduto dal suo Presidente, Giuseppe Conte, ha approvato lo scorso lunedì 2 luglio il tanto atteso Decreto Dignità. Il testo, composto da ben dodici articoli, attende ora la ratifica e la conseguente firma da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che rientrerà a breve al Quirinale da una visita ufficiale all’estero. Dopo questo passaggio, il Decreto giungerà in Parlamento per la votazione e la successiva conversione in legge. Vediamo ora, dunque, i punti principali del nuovo provvedimento, tra i cui autori vi è anche il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

Indennità di licenziamento e contratti a termine

Il Decreto, il cui nome esatto è “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, contempla una prima importante misura a favore di quanti vengono ingiustamente licenziati: la preesistente indennità viene elevata a 36 mesi, 12 in più rispetto ai 24 già sanciti dall’ordinamento ancora in vigore.

Per quanto concerne le aziende, invece, ciascuna potrà stipulare contratti a termine di durata massima di 24 mesi, in luogo dei 36 previsti allo stato attuale dalla legge. Per tale formula i rinnovi possibili scendono da cinque a quattro; ciascuno di essi dovrà comportare la specifica di una causale (da motivi temporanei, come esigenze stagionali, a fattori oggettivi) così come un aumento crescente dello 0.5% in termini di costi contributivi. La normativa andrà ad applicarsi sia sui contratti già in essere al momento della pubblicazione del Decreto sia su quelli in somministrazione a tempo determinato.

Sanzioni per chi delocalizza prima del tempo

Multe pesanti, invece, sono previste per le imprese che effettuano delocalizzazioni delle proprie attività prima dei 5 anni seguenti la concessione di sussidi economici statali. Laddove ciò si verificherà, saranno elevate sanzioni pari a minimo 2 – massimo 4 volte l’importo del finanziamento ottenuto, con crescita degli interessi annessi estendibile sino al 5%.

Redditometro  e Iva

All’interno del pacchetto fiscale è stato annunciata sia una completa revisione del redditometro che l’eliminazione del trattenimento diretto dell’Iva nei confronti dei soli professionisti. Per  quanto riguarda lo spesometro molto probabilmente ci sarà un rinvio della scadenza a causa dell’inoltro dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, unitamente dunque all’invio dei dati del quarto trimestre.

Vietata la pubblicità del gioco d’azzardo

Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità la pubblicità riguardante la promozione del gioco d’azzardo sarà vietata, mentre a partire dal 2019 non saranno più possibili sia la sponsorizzazione del suddetto tipo di gioco che «tutte le forme di comunicazione» incluse  le «citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli».

Per i contravventori è prevista una sanzione pecuniaria che potrà arrivare al 5% del valore della pubblicità o della sponsorizzazione. Gli introiti derivanti da queste multe saranno indirizzate ad un fondo ad hoc per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Rimarranno invariate, invece, le sanzioni da 100mila a 500mila euro per tutti coloro che dovessero promuovere il gioco d’azzardo durante spettacoli dedicati ai minori. L’unico tipo di pubblicità consentito sarà quello riferito all’estrazione differita, alle lotterie nazionali ed ai vari contratti in fieri.