I GIOVANI ED IL MONDO DEL LAVORO

Sempre meno frequenti i giovani disposti a lavorare con turni e mansioni difficili. Ma perché? Le motivazioni sono da ricondurre solo alla loro svogliatezza oppure c’è anche altro?

Che ci sia una sorta di pregiudizio comune rispetto al fatto che i giovani di oggi siano tutti “bamboccioni” è sicuramente vero, anche se non è questo il caso dell’intera nuova generazione. Allo stesso tempo, bisogna anche ammettere che molti di loro, non per forza solo quelli che hanno alle spalle famiglie economicamente forti, oppongono diverse resistenze nell’accettare i lavori, se possiamo così definirli, più scomodi e più duri.

La lista dei lavori più rifiutati

A questo proposito, è stata addirittura stilata una lista, da parte di alcuni esperti del settore, in cui sono stati riportati i lavori maggiormente rifiutati dai giovani. Tra questi spiccano quelli da svolgere in occasione dei festival, i part-time in orari scomodi, nei fine settimana oppure a turni variabili, ma non solo. Nella classifica rientrano anche i cosiddetti lavori pesanti sia per le condizioni che per le mansioni, come i servizi di pulizia, la pianificazione, i settori tessile e dell’abbigliamento, l’edilizia e l’agricoltura.

La ristorazione

Come tutti sappiamo, scegliere un’occupazione nella ristorazione significa essere pronti al sacrificio, dunque lavorare nei fine settimana, anche fino a tardi, durante le festività e perfino il 1 maggio. Per questo è molto difficile trovare lavoratori in questo campo, sia per mancanza di candidature che per mancanza di profili appropriati. Tant’è vero che, nonostante la maggior parte di questi impieghi consenta di ottenere contratti a tempo indeterminato, negli ultimi tempi tali mansioni vengono sempre più svolti dagli stranieri,

Pasticcieri e panificatori

Stesso discorso vale anche per il ramo dei pasticcieri e dei panificatori, categoria di lavoratori soggetta davvero ad orari difficili, spesso notturni. Infatti, spesso, coloro che lavorano in questo settore tendono ad essere per lo più giovani che lavorano nelle piccole imprese di famiglia.

Quali sono le cause?

Non tutti, però, attribuiscono le motivazioni di queste situazioni solo alla svogliatezza dei giovani; c’è, infatti, anche un grosso problema di formazione. Per ovviare a tale situazione, in realtà, negli ultimi anni si stanno svolgendo in tutta Italia vari corsi professionali di alto livello. Tra gli ambiti più richiesti vi è quello delle attività da forno e di panetteria. Anche in tale settore, apparentemente meno importante di altri, i giovani discenti sono in grado di apprendere tutte le competenze necessarie per poter avere un profilo di lavoro più che adeguato, in cui vengono insegnati tutti i passaggi fondamentali per poter essere degli ottimi professionisti.

Ma i motivi sono davvero solo questi?

Abbiamo, dunque, detto che i problemi che determinano la mancanza di occupazione dei giovani nei lavori considerati maggiormente duri e difficili siano da imputare alla loro svogliatezza ed alla mancanza di profili di formazione adeguati. Ma sicuri che sia davvero solo questo? Il Presidente di Assolavoro (l’Associazione delle Agenzie per il lavoro), Alessandro Ramazza, andando controcorrente, afferma che in base ad alcuni studi ed indagini la questione non sia tanto da imputare alle remore su turni, orari e mansioni difficili, quanto piuttosto alla mancanza di una retribuzione adeguata. Quindi i giovani sarebbero disposti ad accettare queste condizioni, a patto che venissero opportunamente remunerati.