Demand Manager: figura emergente del mercato del lavoro

Il Demand Manager è una delle figure professionali destinate ad essere molto ricercate dalle aziende già nell’immediato futuro

Per favorire il raccordo tra i settori tradizionali di un’azienda e l’applicazione, al suo interno, delle nuove tecnologie è necessaria una professionalità specifica, come quella del Demand Manager. Uno degli ambiti in cui essa si sta già diffondendo è, in Italia, quello dell’healthcare

Un profilo professionale ibrido

Il Demand Manager, con il suo lavoro, fa in modo che l’It  (Information Technology) possa interagire con tutti i reparti di un’azienda: dal manufactoring al financing, sino ad altri più direttamente legati al segmento di mercato in cui l’impresa si trova ad operare (ad esempio la farmacosorveglianza per il settore healthcare). Un buon Demand Manager deve saper dunque esplorare tutto ciò che la concorrenza offre, partendo proprio dalle nuove tecnologie, cercando di introdurre, ad esempio, nuovi strumenti che possano migliorare i processi produttivi: in altre parole, deve saper fare scouting. Allo stesso tempo, però, deve conoscere bene le dinamiche interne aziendali, saper gestire il cosiddetto “portfolio” dei progetti in essere e possedere una buona dose di soft skills. Il suo profilo, dunque, sembra concepito proprio per essere ibrido, cioè contaminato da differenti competenze, tra le quali ovviamente non può mancare la tecnologia.

Le mansioni del Demand Manager

Prendendo come esempio il modello gestionale adottato da un gruppo leader del settore farmaceutico come la Menarini, tali nuove figure professionali sono tenute a ricevere, generalmente dal settore business dell’azienda in cui operano, un elenco di tutti i progetti in corso d’opera, al fine di una valutazione di essi e soprattutto in vista di una reale e concreta attuazione. Da questo primo step, che prende il nome di shaping, si passa ad una successiva fase: il planning. Il Demand Manager, cioè, deve iniziare a pianificare tutte le azioni esperibili per ottenere un risultato finale che soddisfi gli obiettivi dell’azienda; dunque, potrà stabilire l’entità del procurement, ovvero l’approvvigionamento di risorse e materiali; scegliere i fornitori più adatti per le singole esigenze, quindi passare alla cosiddetta fase dell’execution. Infine, tale catena di operazioni potrà concludersi con il controllo di tutta la documentazione inerente all’azioni compiute: tale fase è detta, in termini tecnici, closing.

Requisiti necessari

Per quanto appaia una figura professionalmente ibrida, il Demand Manager deve possedere alcuni requisiti perché possa svolgere bene il proprio lavoro. Come titolo di studio, è necessaria una laurea specialistica in Ingegneria informatica o gestionale, arricchita magari da specializzazioni, ottenute attraverso Master, nell’Information Technology e nel Project Management. Poiché molte delle aziende che cercano tali peculiari risorse umane hanno sbocchi di mercato all’estero, si richiede quasi sempre la conoscenza di base dell’inglese e di almeno un’altra lingua straniera.

“Dal nostro punto di vista stiamo spingendo parecchio sul concetto di augmented reality, intelligenza artificiale e industria 4.0 – ha affermato in un’intervista Davide Smaldone, Demand Manager di Menarini –  Parlando di Industry 4.0, ad esempio, si tratta di un nuovo filone tecnologico che ci mette a disposizione degli strumenti per soddisfare delle esigenze che in azienda erano presenti da tempo, ma che in precedenza non si potevano risolvere”.

Opportunità di lavoro soprattutto dall’healthcare

Proprio il settore dell’healthcare è uno di quelli in cui i Demand Manager potranno trovare interessanti opportunità di lavoro già nell’immediato futuro. Attraverso lo sviluppo degli algoritmi di Intelligenza Artificiale, infatti, si potranno abbattere fino all’80% i costi di produzione dei farmaci e ridurre i tempi di ricerca da 10 a massimo 3 anni. Lo stesso fenomeno di “accelerazione” riguarderà anche il comparto delle apparecchiature di analisi, dove con l’ausilio di nuove piattaforme sarà possibile incrociare ed analizzare i dati clinici in maniera più efficiente e veloce.