L’era della Quarta Rivoluzione Industriale è ormai scattata e l’intero assetto produttivo nazionale e internazionale è stato invaso dalla digitalizzazione e dall’automatizzazione tecnologica

Diviene dunque fondamentale, per le imprese, tentare di comprendere come sfruttare al meglio gli inestimabili vantaggi legati al “Piano Nazionale Impresa 4.0”.

La mission

La Mission di qualsivoglia organico aziendale, oltre a concretizzarsi nella massimizzazione dei profitti, è certamente legata al consolidamento di una stimabile corporate reputation (reputazione aziendale), la quale rappresenta un mezzo per raggiungere risorse di natura intangibile, non acquisibili con semplici transazioni di mercato: parliamo ad esempio del capitale fiduciario, qualità chiave e infinitamente preziosa per qualsiasi organizzazione, la quale permette di ridurre rischi e alimentare i vantaggi connessi alla percezione esterna dell’immagine aziendale e al grado di coinvolgimento interno del personale dipendente.

Proprio in merito a quest’ultimo, è assolutamente comprovato che i dipendenti costituiscano una risorsa decisiva per il successo di un’organizzazione.

L’Employee Engagement si configura dunque come quella condizione che permette di rafforzare il senso di appartenenza, al fine di conseguire gli obiettivi prefissati dalla realtà aziendale e una delle condizioni indispensabili per far sì che ciò si verifichi è la scelta di investire nella formazione dei dipendenti.

Le motivazioni

Ma quali sono le motivazioni principali che portano un’azienda a perseguire la strada della formazione del proprio personale?

  • Potenziamento della produttività: formare adeguatamente i dipendenti per lo svolgimento delle proprie mansioni, non potrà che tradursi nella possibilità di perfezionare le competenze e dunque le performance finali;
  • Vantaggio competitivo: quanto più la preparazione e le conoscenze tenderanno a perfezionarsi, tanto più sarà plausibile l’idea di diventare competitivi sul mercato e magari puntare, in condizioni favorevoli, ad essere riconosciuti come leader di settore;
  • Aumento dell’engagement: l’attività di formazione non potrà che favorire il welfare dell’organizzazione, rafforzando la partecipazione e l’impegno dei membri, i quali si sentiranno sempre più coinvolti, motivati e focalizzati sugli obiettivi, il che ridurrà al minimo il rischio di turnover.

Il credito d’imposta formazione 4.0

Poter affrontare le sfide imposte dall’innovazione tecnologica e sfruttarne pienamente i vantaggi, l’azione “credito d’imposta formazione 4.0”, individuato nel Piano Nazionale Impresa 4.0, sembra essere l’opportunità più appetibile cui le aziende possono attualmente puntare.

Questo perché, oltre ad assicurarsi la possibilità di attivare corsi di formazione altamente qualificati, fruendo delle cosiddette “tecnologie abilitanti” che permettono la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, ci sarà la possibilità di ottenere sgravi fiscali fino al 50% delle spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione.

Un incentivo che mira dunque ad incoraggiare la produzione, rendendo meno idealizzata e sempre più concreta l’idea che il business si edifichi oggi sulla velocità e che sia necessaria, se non vitale, una riformulazione dell’assetto produttivo, che possa favorire una migrazione di conoscenze dall’uomo alla macchina, fino a concretizzare totalmente la nuova era delle “smart factories”.

In conclusione, come per ogni innovazione che si rispetti, i primi a cogliere questa opportunità saranno premiati per la loro audacia, oltre che per i potenziali profitti, mentre coloro che sfuggiranno al cambiamento correranno il rischio di restare indietro ed essere declassati dalla cerchia dei vincenti.

 

Manuela Fiorillo