Bullismo: una web Conference per discuterne

Il bullismo è un fenomeno diffuso ma spesso non lo si riconosce e non si sa come affrontarlo. Una Web Conference per parlarne

In diverse parti del mondo, ogni giorno, ci sono casi di bullismo, spesso causati da minorenni su altri minorenni. Un fenomeno difficile da affrontare e da superare per tutti coloro che ne sono coinvolti. 

La maggioranza dei casi avvengono a scuola o comunque in ambiente scolastico. Proprio perché è un tema così complesso, due Enti di Formazione Professionale, la PSB Srl e ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo) hanno organizzato una Web Conference gratuita che si terrà venerdì 18 settembre 2020 a partire dalle ore 10.00 (tramite Meet), dal titolo “Bullismo, cyberbullismo e attività di contrasto: una realtà (semi) conosciuta”. 

All’evento prenderanno parte esperti provenienti da diverse realtà così da poter affrontare la questione da più punti di vista e secondo sensibilità diverse.

La conferenza è aperta a tutti coloro che vorranno parteciparvi, basta iscriversi tramite questo link.

Cos’è il Bullismo? 

A questa domanda non è facile dare una risposta univoca. In un libro del 2011 (Bullismo. Aspetti giuridici, teorie psicologiche e tecniche di intervento) così è stato definito questo fenomeno: “Un insieme di comportamenti verbali, fisici e psicologici reiterati nel tempo, posti in essere da un individuo, o da un gruppo di individui, nei confronti di individui più deboli. 

[…] I comportamenti (reiterati) che si configurano come manifestazioni di bullismo sono vari, e vanno dall’offesa alla minaccia, dall’esclusione dal gruppo alla maldicenza, dall’appropriazione indebita di oggetti […] fino a picchiare o costringere la vittima a fare qualcosa contro la propria volontà”. 

Tre caratteristiche e quattro personaggi

Per riconoscere casi di bullismo bisogna individuare tre caratteristiche peculiari del fenomeno: 

  1. La volontarietà; 
  2. La suo protrarsi nel corso del tempo;
  3. Lo squilibrio nel rapporto tra vittima/e e carnefice/i.  

Di solito l’atto di bullismo prevede quattro personaggi, ognuno prende a suo modo parte all’azione persecutoria. 

  • Il Bullo: colui che maltratta, deride ed umilia la vittima designata; 
  • La Vittima: l’individuo che subisce il sopruso; 
  • Il Favoreggiatore: quest’ultimo non agisce per forza direttamente contro la vittima, ma ridendo all’azione del bullo, alimenta la sua azione vessatoria; 
  • Lo Spettatore: non prende parte in alcun modo. 

Il capro espiatorio

Non tutti notano un aspetto peculiare concernente il bullismo che riguarda l’azione in sé stessa. L’atto di bullismo, infatti, trasforma la vittima in capro espiatorio di un gruppo sociale. Su quest’ultima figura (totalmente innocente, ovviamente) si appuntano tutte le problematiche, le frustrazioni e i sentimenti negativi dei membri del gruppo. 

Colpire la vittima serve, quindi, al gruppo di raggiungere una certa stabilità. 

Parlare è fondamentale 

Le vittima di atti di bullismo è fondamentale parlare: con un amico, un familiare, un professore, un agente delle Forze dell’Ordine. Non ci si deve sentire soli, da soli è difficile affrontare un nemico insidioso quale è il bullismo. 

Parlando si può ottenere l’aiuto necessario a sconfiggere il bullo o i bulli di turno. 

Partecipate alla Web Conference di venerdì prossimo, perché si discuterà ancora di molto altro.